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La dichiarazione d’intenti della panchina azzurra


Esultanza Inler - Armero, Napoli - PalermoL’unità del gruppo è il primo diktat di Mazzarri. E’ quell’elemento imprescindibile che il tecnico di San Vincenzo ha tramandato ai propri giocatori dal primo giorno di Napoli. I risultati sono trasparenti e soprattutto ottimi. Ieri, minuto 76 al San Paolo, 78 al Tardini, pareggio del Parma con la Juve, la panchina degli azzurri esplode di gioia come se il gol l’avesse segnato qualche compagno di squadra. Abbracci, grida e sorrisi che stanno a testimoniare due cose: l’unità e la dichiarazione di intenti del gruppo azzurro.

L’episodio –  Behrami passa a Zuniga che la tocca all’indietro per Gamberini: boato del San Paolo ed esplosione della panchina azzurra. Che succede? I display dicono: Parma – Juventus 1-1. Tutto chiaro. Lo è ancora di più quando il catino di Fuorigrotta esplode con il classico coro: “chi non salta è juventino”. La curiosità però è un’altra. Il quarto uomo richiama ufficialmente la panchina azzurra per l’esultanza scomposta alla comunicazione del gol di Sansone, il quale riporta la Juve a 5 ufficiali lunghezze (3 sul campo). “La caccia è riaperta” come dice il telecronista Mediaset Raffaele Auriemma, il sogno è di nuovo vivo.

Il significato – Un’esultanza del genere ha una doppia valenza che però ha un unico punto in comune: la corsa al titolo. Sì, perchè esplodere in quel modo, e tutti insieme, significa che tutto il gruppo partenopeo, più unito che mai, ci ha creduto fin dall’inizio e, dopo qualche frenata di troppo, sta tornando a farlo. Ora non bisogna più nascondersi, bisogna salire l’ultimo gradino. Quello che ci permetterà di non sbagliare più le partite decisive, quello che ci permetterà di diventare definitivamente grandi e vincenti. Tutti insieme, perchè questo gruppo è unito. E’ fantastico. E’ la magia di Walter Mazzarri.