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Napoli, tra schemi e sponde per le nuove soluzioni offensive

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Le palle inattive, calci d’angolo così come punizioni laterali o dai trenta metri. Una soluzione curata in maniera maniacale da Nicolò Frustalupi, vice di Mazzarri e tattico esasperato. Tra blocchi da pallacanestro e movimenti a liberare uomini in area avversaria, le alchimie del genovese hanno prodotto frutti gustosi e abbondanti: otto gol, cinque in campionato e tre in Champions League. La qualità degli interpreti, naturalmente, è condizione fondamentale per la riuscita degli schemi, ed è così che la figura di Ezequiel Lavezzi diventa centrale.

Il gol di Britos contro il Chievo, su assist del Pocho, è la prova della maestria con la quale quest’ultimo riesca a mettere al centro palloni con traiettorie forti e tese, al bacio per i suoi e dalla difficile lettura avversaria. La marcatura messa a segno dall’uruguaiano lunedì scorso, ad ulteriore prova dell’importanza di Lavezzi, arrivava dopo più di due mesi d’assenza di gol da palla inattiva. Non conteggiabili da schema le reti di Cavani e Pandev contro il Cesena in Coppa Italia, infatti, l’ultimo era stato messo a segno da Hamsik, a dicembre contro il Villarreal in Champions, sfruttando ancora un corner del numero 22, fermatosi poi per infortunio dalla metà di dicembre per un mese.

Altro fattore importante nei meccanismi di Frustalupi sono le sponde di testa, o le conclusioni, di Christian Maggio. L’esplosività fisica dell’esterno assicura un’elevazione fuori dal comune, ed è così che spesso i blocchi azzurri hanno l’intento di liberare il colpo di testa del terzino della Nazionale, in rete contro l’Udinese sfruttando al meglio una combinazione Inler-Dzemaili, assistman per Cavani ed Hamsik contro, rispettivamente, Milan e Juventus.

Le palle inattive, inoltre, hanno premiato gli inserimenti di Campagnaro, in gol a Cesena, e Fernandez, autore di una doppietta a Monaco di Baviera. Schema classico, prevedibile quanto efficace, è diventato il movimento di Cavani sul primo palo, ad anticipare l’intervento del marcatore diretto per girare nello specchio dello porta i magici cross del Pocho da calcio d’angolo. La giocata dei due sudamericani ha già fruttato il gol del primo vantaggio contro il Manchester City al San Paolo, senza dimenticare la tensione sempre apportata in area avversaria con le tante occasioni da rete così create, magari non sfruttate a dovere sulle seconde palle (respinte dei portieri o avversari sulla linea).

Fonte: Il Roma

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