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Napoli a trazione uruguaiana, Chievo finalmente KO

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Era parecchio che non si commentava un Napoli vittorioso in campionato. Troppo tempo è passato da quell’0tto Gennaio che vide gli azzurri sbancare Palermo e con l’immagine ancora viva del Matador Cavani che commosso, riceve l’applauso dei suoi ex-tifosi. Da allora, ben poche soddisfazioni in campionato, fino a ieri, fino alla vittoria contro il Chievo per 2:0, che è comunque stata sofferta, e che ha consegnato un’immagine del Napoli non ancora guarito dal periodo di buoio che lo stava affliggendo, ma che comunque ha mostrato una squadra con qualche segnale di ripresa.

Molto lo di deve all’epurazione, seppure momentanea di giocatori reputati fino a ieri come titolarissimi, come Campagnaro, finalmente messo a riposo da Mazzarri, per far posto a Grava, calciatore umile che non ha mai fatto polemiche sul suo status di panchinaro, ma che ha messo in campo tutta la rabbia agonistica accumulata in questi mesi, passati a scaldare panchina e tribuna. Grava, Aronica e Britos, per la prima volta insieme, hanno dato compattezza al reparto che fino a ieri vacillava in maniera preoccupante. L’uruguaiano, inoltre, ha impreziosito la sua partita con l’incornata che ha permesso al Napoli di sbloccare la partita sin dalle prime battute, cosa non da poco in partite contro squadre come il Chievo, che il Napoli soffre smodatamente.

Finalmente buona prova anche di Inler, che ha tenuto bene la posizione ed è risultato cardine davanti alla difesa davvero efficace contro le incursioni clivensi. A fianco a lui, anche Gargano ha fatto la sua onesta prestazione tutta cuore e grinta senza però eccedere in inutili personalismi, che il più delle volte ne hanno peggiorato la prestazione in campo.  

Bene Zuniga che sulla fascia destra a messo in serie difficoltà Dramè, puntandolo spesso e creando buone situazioni in attacco senza mai perdere la concentrazione anche in difesa, ove si è reso autore di ottime chiusure. Il colombiano, ancora una volta, si è messo in evidenza per la sua duttilità, chiudendo la sua gara come trequartista, al fianco di Pandev.

Luci ed ombre in attacco, dove Cavani trova la rete su rigore, dopo l’errore di Siena, mentre Lavezzi ed Hamsik giocano a fasi alterne: lo slovacco si sta trasformando sempre di più in un centrocampista universale, che si sacrifica dando una mano a centrocampo per poi ripartire, pagando ne però lo scotto dal punto di vista fisico. Lavezzi non ha ancora assorbito l’infortunio e non sembra ancora essere al top. Qualche tiro in porta senza velleità, qualche dribbling, ma niente da tramandare ai posteri. Di Pandev e Vargas poco si può dire, troppo poco il tempo concesso loro da Mazzarri, nel quale il cileno ha rimediato una fastidiosa distorsione alla caviglia.  

Un Napoli che sostanzialmente non ha giocato benissimo, ma che si prende questi tre punti davvero vitali, e che aprono nuovi spiragli per un piazzamento in Europa League, date le contemporanee sconfitte di Inter, Roma ed Udinese, ma soprattutto un’iniezione di fiducia che sembrava essere smarrita da qualche tempo.  Azzurri che adesso sono di scena al Franchi di Firenze, prima della grande sfida del San Paolo contro il Chelsea. Sicuramente Mazzarri farà riposare qualcuno, ma la speranza è che i ragazzi non perdano la concentrazione pensando alla partita che poi li attenderà; quest’errore è stato commesso e ricommesso più volte, quest’anno, e proprio a causa di questo fattore il Napoli si ritrova a rincorrere le posizione che gli si competevano, almeno sulla carta. 

Tre punti in casa dei viola darebbero ulteriore lustro alla classifica e darebbero ai partenopei la carica giusta per affrontare l’impegno in Champions League, ed anche quelli a venire. Speriamo bene.

ANTONIO SALVATI

 

  

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