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Erbetta in campo: “Meglio tardi che mai”


Dopo la sosta torna il campionato. Con lui torniamo anche noi, ma non ci siamo dimenticati di quanto successo nella scorsa settimana. Andiamo con ordine.

Voto 3 al deputato della Lega Nord Cavallotto. E chi è? Nessuno fino all’inizio della settimana scorsa. Fino a quando, cioè non ha dettato un’agenzia in cui criticava Prandelli per aver scelto Osvaldo (voto 7) come sostituto di Balotelli, costretto a rinunciare alla convocazione per infortunio. Il politico aveva dichiarato:  “La convocazione di Osvaldo certifica il fallimento definitivo della politica della Figc. Il progetto di Prandelli sui giovani talenti italiani si sta trasformando in una pensione per oriundi”. Analizzando la frase era difficile fare più errori concettuali. 1. Pensione per oriundi? Osvaldo ha 26 anni. Quale pensione? 2. Osvaldo ha già giocato con l’under 21 italiana, facendo quindi parte del nostro “vivaio”. 3. Osvaldo, con indosso la maglia azzurra ha cantato l’inno, diversamente da molti suoi colleghi, dimostrando così attaccamento alla nazione. Inoltre, durante la sua militanza nel campionato spagnolo, Osvaldo, ha più volte dichiarato che ilsuo sogno sarebbe stato di “giocare nell’Italia, quella vera”.

Voto 7,5 all’Italia di Cesare Prandelli. Imbattuta nel proprio girone. Offre un gioco efficace e a tratti anche molto convincente. Non ha giocatori simbolo, i Messi, i Ronaldo, gli Ibrahimovic, gli Xavi e gli Iniesta sono altrove. Prandelli ha però fatto dell’affiatamento del gruppo azzurro l’arma in più. Gli italiani, dopo il disastroso mondiale si stanno riavvicinando alla nazionale. Vinceremo l’Europeo? La Spagna e l’Olanda portano avanti da anni un progetto vincente, e ci sono d’avanti in questo momento. Però le nostre carte ce le giocheremo sicuramente. Qualcuno ha definito l’Italia di Prandelli “Italjuve”, per il numero di giocatori bianconeri (sei in campo nell’ultimo match) convocati dal CT. Storicamente, quando la Juventus ha fatto bene in campionato, anche la nazionale, che ha potuto contare su un gruppo già affiatato di giocatori che militavano nella stessa squadra, ne ha giovato. Considerate le premesse, per la squadra di Conte questa pare sia proprio una stagione con molte soddisfazioni.

Voto 1 alla curva del Verona. A dire il vero non si sono mai distinti per eleganza, sia nei confronti degli stranieri che dei loro connazionali. Celebre un “Benvenuti in Italia” nei confronti dei tifosi del Napoli, i quali risposero con un ancora più celebre “Giulietta è una zoccola”. Questa volta è stato il giocatore del Torino Ebagua ad essere preso di mira, reo di avere la pelle più scura della media della popolazione del nord est italiano. Ora però la risposta agli incivili supporters gialloblu è arrivata dal giudice federale che ha punito il Verona Calcio per il comportamento dei propri tifosi.

Voto 8 ad Aniello Cutolo. Giocatori così non sono una novità nel calcio italiano. Dribla, segna, fa vincere la propria squadra. Un po’ come facevano Dario Hubner, Christian Riganò, Giorgio Corona e tanti altri che sono arrivati in serie A solo sul finire della carriera. Eppure nessuno parla di lui. Napoletano, classe ’83, ha segnato gol a raffica in tutte le categoria. Ora milita in serie B, nel Padova. E se le gallinelle sono al secondo posto in classifica il merito è anche suo. Una sua doppietta, infatti, nel posticipo della nona giornata di campionato ha piegato il Brescia. Aniè, Meglio tardi che mai.

Voto 2 alla domenica pomeriggio di Serie A: dopo una domenica senza calcio, a causa della pausa per gli impegni delle nazionali, l’italiano “sportivo da divano” medio non vedeva l’ora di tornare al tradizionale dopo-pranzo calcistico domenicale. Alcune partite erano state già giocate di sabato, ma vuoi mettere il campionato alla domenica pomeriggio? Diretta gol di Sky, Diretta Premium di Mediaset…. Zero. Anzi due. Pertanto ringrazio il Bologna, unica squadra a segnare, nello 0-2 di Novara, a nome di tutti i “campionatofili domenicali” di averci fatto vedere qualcosa di interessante.

Voto 3 a Francesco Totti: “Chi sarà secondo te l’uomo derby” aveva chiesto un giornalista durante la

conferenza stampa. “Reja” aveva risposto secco, diretto, sicuro, Totti. Sui quattro precedenti match tra

Roma e Lazio, disputati dal tecnico goriziano da allenatore biancoceleste, i suoi uomini avevano sempre

Perso. Questa volta però non è stato così. Anche se il buon Edy un po’ aveva temuto dopo il vantaggio di

Osvaldo. Poi lo scatto di Brocchi, il raptus di Kjer, la freddezza di Hernanes, l’invenzione di Matuzalem, la

scaltrezza di Klose gli hanno fatto passare una notte, ma forse anche una settimana, ma molto probabilmente anche di più, in allegria, lasciando a Totti l’amarezza di una stracittadina persa dai suoi compagni (lui era out per infortunio) e la figuraccia per una battuta che poteva risparmiare. Oltretutto aveva avuto anche un omaggio da Osvaldo (voto 6 per il gol, voto 2 per l’esultanza), il quale, richiamando la celebre maglietta con scritto “vi ho purgato ancora” mostrata dal pupone in occasione di un derby vinto dai giallorossi, ha sfoggiato un inopportuno, visto l’esito del match, “vi ho purgato anch’io”.

 

Voto 8,5 agli scugnizzi di Mister Zeman. Il Pescara, allenato da quella vecchia volpe di Zeman, il tecnico più chiacchierato, forse anche più di Mourinho, degli ultimi 20 anni del calcio italiano, è la rivelazione della Serie B. Sta ottenendo ottimi risultati. Ultimo in ordine cronologico lo 0-3 di Brescia, contro una squadra blasonata e che ha appena lasciato la Serie A. Tutto questo grazie sia al 4-3-3 iperoffensivo, che ha caratterizzato tutte le squadre del boemo, sia per quei due scugnizzi che giocano lì in avanti. Uno è Lorenzo Insigne, 20anni, napoletano di proprietà del Napoli, mandato a farsi le ossa nella rinomata scuola Zeman, con lui anche a Foggia l’anno scorso, autore di tre gol e tantissimi assist in questa sua prima esperienza in B. L’altro è Ciro Immobile, biondo attaccante di Torre Annunziata, scuola Juve, che quest’anno è già arrivato a quota otto. I loro gol (1 insigne, 2 Immobile) hanno mandato KO le rondinelle lunedì sera, nel posticipo della decima giornata di B.

 

Voto 4 a Sandro Piccinini. Chiudiamo con uno dei telecronisti più noti della TV italiana, quello che, per capirci, urla le sue espressioni tipiche “Pericolo!” (in caso di azione d’attacco di una delle squadre)oppure “Incredibile!” (al verificarsi di situazioni clamorose) nelle sue telecronache. Ebbene, mentre commentava Napoli – Bayern Monaco, si è riferito a Tymoshuk, giocatore ucraino dei bavaresi, definendolo  “il centenario centrocampista”. Prendo una definizione dal Sabatini – Coletti:  agg.Che ha compiuto o anche superato i cento anni; sin: secolare”.Beh! Non se lo porta mica male il secolo di età! In realtà Sandro intendeva “giocatore con oltre cento presenze con la maglia del Bayern”. Ok, un lapsus ci può stare. Ma oggi la Gazzetta dello Sport, parlando di Gigi Buffon scriveva testualmente:  “il portiere della Juve, “centenario” in Nazionale”. Non è che, come alcune sentenze dei giudici che “fanno giurisprudenza”, la frase di Piccinini abbia “fatto linguistica?”