shinystat spazio napoli calcio news Intervista ad Alessandro Iovino: "Cavani è un esempio non tanto per quello che dice ma per quello che fa"

Intervista ad Alessandro Iovino: “Cavani è un esempio non tanto per quello che dice ma per quello che fa”


Chi è Edinson Cavani? Abbiamo girato questa semplice domanda ad Alessandro Iovino, saggista e scrittore emergente napoletano, coautore insieme a Sondra Sottile della biografia ufficiale del Matador, “Quello che ho nel cuore”, edita dalla Mondadori.

 

Dai saggi storico-politici ad un tema che sta a cuore, più da vicino, agli sportivi napoletani: Edinson Cavani. Com’è nata quest’idea di scrivere la sua biografia?

Devo dire che è stata un’esperienza unica. La mia partecipazione a questo progetto è stata possibile grazie ad un forte legame di affetto e stima che mi lega a Sondra Sottile, capoprogetto del libro, e a suo marito Gaetano Sottile. Mi hanno fortemente voluto, come scrittore napoletano, e per questo è grande la mia gratitudine nei loro confronti. Senza Sondra il libro non sarebbe mai nato. Sua è stata la direzione e la responsabilità del progetto. Ha dato anche un tocco di originalità al testo, invitandomi ad abbandonare i classici schemi di narrazione, per realizzare una struttura lessicale e formale alla portata di tutti, soffermandomi in ogni capitolo su tre filoni: vita, calcio e fede. In più lei essendo una regista e autrice tv di successo mi ha insegnato a trasportare nella scrittura le stesse sensazioni ed emozioni che si vedono quando guardiamo un film. Non aggiungo altro però, abbiamo stimolato abbastanza la curiosità dei lettori …

Ci racconti il tuo incontro “personale” con il Matador?

Edy è una persona straordinaria. La prima volta che Sondra me lo ha fatto conoscere è stato proprio a casa sua, era appena rientrato dall’allenamento. Ho trovato subito di fronte a me una persona umile, sensibile e, forse, anche timida. Come amo dire con le parole di uno dei capitoli del libro, Edy è “semplice come una colomba ma forte come un’aquila”.

La semplicità e l’umiltà, sono le doti umane di Cavani e sono difficili da riscontrare in altri campioni del suo livello. Tali valori rischiano di essere inghiottiti dagli egoismi del successo. Perché, secondo te, dal punto di vista sociologico ciò accade nel mondo del calcio, lo sport “per eccellenza” di squadra?

E’ molto facile che un giovane calciatore, in preda al successo e alle ricchezze, possa perdere la bussola del proprio orientamento, avere una vita squilibrata. Questi sono personaggi osannati, quasi glorificati. La vera forza di Cavani sta nel fatto che è “un antidivo” per eccellenza. Lui vive questa notorietà con tranquillità, senza clamori. E’ vero: il calcio è uno sport di squadra, ma quando ci sono in ballo milioni di euro e forti interessi personali, si perde l’equilibrio. La forza di questo Napoli, che ha disputato un campionato veramente unico, è proprio che Mazzarri ha saputo lavorare prima nello spogliatoio e poi sul campo. L’organico è compatto e si vede. Così gli egoismi vengono fuori molto più difficilmente. Per Cavani, poi, come è scritto nella Bibbia “… l’umiltà precede la Gloria”. E’ proprio vero…

La fede religiosa, estrapolata dal suo contesto spirituale, quanto ha inciso nella forma mentis di Edinson Cavani?

Cavani vive una fede pratica, sincera e genuina. Il suo grande messaggio è proprio questo. Infatti lui non estrapola mai la fede dalla sua vita quotidiana. Molti pensano di relegare la fede solo a qualche giorno delle settimana. Cavani invece ne ha fatto una ragione di vita, sempre e in ogni istante della sua vita.

 

Chi è stato il suo modello nella vita extracalcistica?

Nella stesura del libro e avvicinandomi alla sua storia, mi ha molto colpito il suo attaccamento per la sua famiglia. Edy ha tanto amato i suoi familiari che, lui stesso, ha avuto fin da giovanissimo il desiderio di costruirsi una famiglia tutta sua. Traspare comunque un forte amore per i genitori, con i quali ha avuto un grande rapporto, di amore e rispetto. Posso dire che Cavani attribuisce un grande valore all’amicizia.

Visto che da poco è diventato papà, ci puoi raccontare un piccolo aneddoto della sua vita in famiglia?

Questa notizia è stata veramente accolta con gioia da tutti quelli che lo conoscono. Dio ha guidato e benedetto ogni passo della gravidanza di Sole. Edy è praticamente al settimo cielo. Ha realizzato il sogno suo più grande. Anche io sto per diventare padre e so che significa. Questi sono le cose per cui vale la pena vivere. Posso solo dire che Edy quando non è sul un campo da calcio è a casa a godersi la famiglia. Questa è la sua massima realizzazione: vivere con le persone che ama. Ora con l’arrivo di Bautista ci sarà un motivo in più per godersi l’intimità con la sua famiglia nelle mura domestiche.

Cosa può insegnare ai giovani d’oggi, attratti sempre più dalle luccicanti immagini dell’estetica e non dal riflesso del proprio essere, la parabola di Cavani?

Cavani è un esempio non tanto per quello che dice ma per quello che fa. Il suo comportamento, la sua professionalità e la sua testimonianza sono un chiaro modello da seguire per i giovani napoletani. Una dimostrazione chiara che si può essere dei grandi campioni non solo sui campi da calcio ma anche nella vita.

Calcio e politica in quale dimensione potrebbero incontrarsi?

Non credo possano mai incontrarsi. Per esperienza so che la politica può dividere, perché ci sarà sempre qualcuno che la pensa diversamente. Il calcio invece unisce, alla grande. L’interesse per il Napoli e i suoi beniamini è veramente forte, senza confini. Dico sempre che si tratta di un consenso traversale che parte dai piccini fino ad arrivare agli adulti, senza differenze, di nessun genere. Questa squadra è il vero collante della città. Davanti alla calcio la gente si ferma, è pronta a fare pazzie. Speriamo presto di vedere questa città in delirio per la vittoria dello scudetto! Io non ho paura di dirlo!

Il rettangolo di gioco lo possiamo considerare coma una piccola simulazione del mondo contemporaneo, avvolto dai mille colori che solo la vita vissuta può offrirci. A tuo parere, qual è la linea sottile che divide il calcio dal gioco al riscatto sociale?

E’ una linea che ci separa dal sogno. Questa forse è la vera mission del calcio. Quella di regalare una speranza e una gioia a chiunque. Per una squadra si sogna, si esulta, si grida. Emozioni che vengono fuori grazie all’amore di un tifoso per una squadra, senza se e senza ma. Voglio però suggerire che solo Dio può arrivare a donare una pace profonda, capace di trasformare le nostre vite e donarci quella serenità umana e spirituale che traspare, per esempio, dal volto di Cavani. Basta crederci. Dio può ogni cosa.

Ringrazio Alessandro per aver tratteggiato ai nostri lettori un profilo “personale” di Cavani. Speriamo di poter rileggerlo nuovamente sulle nostre pagine web al più presto. Noi tutti della redazione auguriamo a Iovino l’arrivo di nuovi successi letterari nella sua giovane ma già brillante carriera.

Alessandro D’Auria

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