shinystat spazio napoli calcio news Rog, Maksimovic e compagni: la rivincita dei panchinari parte da Dimaro

Rog, Maksimovic e compagni: la rivincita dei panchinari parte da Dimaro

Share on facebook
Share on whatsapp
Share on linkedin
Share on twitter

Tutti alla pari, come soldati di ugual grado pronti alla battaglia. Nelle logiche di ritiro non c’è spazio per le distinzioni: per quelle c’è tempo. S’allenano tutti su un livello equo, sottoposti a test ed esami: venti giorni per conoscersi e conoscere il nuovo allenatore, per guadagnarsi un posto, mettersi in luce. Le gerarchie, il Napoli, le ha. O le aveva. Se le prime due settimane in Trentino hanno insegnato qualcosa, è che – di certezze – ce ne sono poche.7

LA RIVINCITA DI ROG E MAKSIMOVIC

In un’amichevole di mezza estate, anche Hamsik e Callejon possono sperimentare la panchina e anche Rog e Ounas il brivido della titolarità. Il Trentino, d’altronde, chiarisce particolarmente le idee. Sarà l’aria incontaminata, sarà la possibilità di vedere tutti gli elementi a disposizione ogni giorno. Le riserve, o presunte tali, scalpitano per farsi notare. E riescono. Laddove tra mercato e permanenza il futuro è un’incognita, il presente è un ritiro da cogliere a quattro mani.

Rog, per esempio, sta compiendo notevoli passi in avanti verso il proprio obiettivo. Che è – sostanzialmente – quello di giocare e lottare, magari, per la maglia da titolare. Che è lo stesso, d’altronde, di Diawara, anche lui in grande spolvero. Che è, infine, la speranza di Maksimovic, positivo in allenamento, in partitella e in amichevole. Esuli e panchinari, pronti per la rivincita. Speranzosi.

Dei quattro menzionati finora, almeno tre sono certi della permanenza. Perché il Napoli – su di loro – ha investito. Materiale tecnico, economico e umano. Da rigenerare, rivitalizzare, sfruttare. Rog e Maksimovic hanno vissuto stagioni travagliate: il primo in panchina, con la concessione di circa sei minuti a partita, tra l’altro in una posizione inedita. Il secondo, per sfuggire alla panca, se n’è andato in Russia, allo Spartak. Per entrambi, la rassegna mondiale è rimasta una vana e incompiuta speranza. 

OUNAS E GRASSI IN BILICO

Ounas non è riuscito a migliorare il proprio status di oggetto misterioso: va testato, tastato. Dal vivo, con continuità. Forse altrove. Ma solo in prestito, sia chiaro. E poi c’è Grassi, che lotta e suda. Una chiamata arriverà. In prestito o a titolo definitivo, il suo futuro sembra lontano da Napoli e da Dimaro. Forse a metà strada, al centro Italia.

Tutti gli altri, sotto esame. Ancora per qualche giorno. Poi sarà tempo di guardare al futuro concreto, di alzare il proprio status, tentare di imporsi e ripagare le promesse, le parole e i soldi spesi.

Riproduzione Riservata

 

 

Preferenze privacy