Primavera, le pagelle di Napoli-Genoa: gli azzurri scoprono Palmiero, che doppietta! Bene Otranto e Zerbin, male Leandrinho

Schaeper 6,5: Da campione nel primo tempo, quando respinge una conclusione pericolosissima di Karic. Si distende alla grande ed evita il goal del vantaggio rossoblu. Attento in un altro paio di circostanze, neutralizza un tiro di Szabo e diverse potenziali minacce rossoblu. Poteva di più, però, sul goal del Genoa.

Schiavi 6,5: Fuoriquota, porta esperienza ad un reparto tutto (o quasi) nuovo. L’azione più pericolosa del primo tempo si sviluppa dal suo lato ma senza particolari responsabilità da parte sua. Quando c’è da spingere lo fa sempre con gamba e determinazione. Va al cross insidioso in alcune circostanze, tenta anche la battuta a rete. Nel finale sale in cattedra quando c’è da reagire al forcing genoano.

Esposito 6,5: S’era preso il posto da titolare nel finale della scorsa stagione, oggi ha legittimato le scelte di Saurini. Perché s’è destreggiato bene, arginando alla grande gli avanti genoani. Nel complesso ha sofferto poco, pur avendo un bel carico di lavoro da svolgere. Il Genoa non sfrutta alcune dormite, e lui (con il reparto) porta a casa un risultato convincente.

Manzi 6: Esordio assoluto dopo l’avventura in under 17. Non avverte la pressione, anzi. Una prestazione solida, un compitino svolto senza eccedere ma senza nemmeno demeritare. Tiene bene le redini del reparto pur concedendo qualche piccolo svarione, però alla fine se la cava portando a casa la pagnotta e la sufficienza.

Scarf 6: Arrivato in estate, a conferma del sodalizio Carpi-Napoli. Un primo tempo da protagonista: gamba e velocità di pensiero, tatticamente ordinato. Spinge bene, combina con Zerbin ma quando c’è da far partire il traversone verso l’area è meno impeccabile. Cala vistosamente nella ripresa.

Basit 6: Gara dai due volti: il primo tempo appare spaesato, concede una grandissima palla goal con una leggerezza a centrocampo. Anche impreciso quando c’è da sviluppare l’azione, cerca di emergere dal compitino senza risultati. Nel secondo tempo invece cresce in modo esponenziale, acquista fiducia nei propri mezzi e svolta la propria prestazione.

Otranto 7: Fuoriquota, capitano. Il volto (e il cervello) della squadra. Quando c’è da pensare, da ragionare, chiamate Otranto. Che di mestiere fa il regista e lo svolge egregiamente. Quando gioca di prima, quando verticalizza, quando lancia, quando allarga. Fa tutto bene, prende le redini del centrocampo annichilendo quello del Genoa. Si candida insomma ad un ruolo di protagonista (e mentore) nel corso della stagione.

Gaetano 6,5: Gara dai due volti e dai due ruoli. Parte mezzala, senza sfigurare ma senza nemmeno incidere, in un primo tempo bloccato. Poi cambia ruolo e marcia, si cala in tutte le posizione dell’attacco. Prima da centravanti, poi da ala, poi ancora al centro. Cresce e insieme a lui la squadra. Che acquisisce consapevolezza, metri e va in goal. (Dall’87’ Senese s.v.)

Mezzoni 5,5: Arrivato sul gong, aveva già vestito la maglia azzurra al Viareggio e poi aveva affrontato il Napoli nel pre-campionato, con il Carpi. Le doti sono innate, qualche spunto c’è, però ha bisogno di tempo per lavorare con i compagni, per conoscere tutti i movimenti e i meccanismi. Rimandato, ma con fiducia. (Dal 52′ Palmieri 8: Napoli ha scoperto il suo nuovo talento, un nuovo scugnizzo da idolatrare. Questo ragazzo del 2000, aggregato alla Primavera dopo l’ultima stagione negli under 17, già incanta. E lo fa a suon di goal. Due, per l’esattezza, volti a scardinare le resistenze di una squadra ostica come il Genoa. Una partita bloccata risolta da due giocate, un taglio su un calcio di punizione di Otranto, con colpo da biliardo nell’angolo. Una conclusione dalla distanza nell’angolo più alto, per il bis. Sembra nata una stella).

Leandrinho 5: Non è facile, per lui che si allena con la prima squadra, trovare il giusto feeling con i compagni della Primavera. Eppure si muove tanto, cerca di fraseggiare, però non punge mai, è avulso dal gioco. Gioca lontanissimo dalla porta e tenta anche di scambiare posizione con Zerbin. L’effetto, però, non è quello sperato. Viene sostituito dopo 45′ appena. (Dal 45′ Micillo 6: Va a fare la mezzala, dà sostanza al centrocampo ma al tempo stesso garantisce dinamicità. Piace e convince, ma si lascia prendere nel panico nel finale. Lì, nel forcing del Genoa, avrebbe potuto gestire meglio qualche possesso.

Zerbin 7: La metà di stagione azzurra non era stata convincente. Ma se il vero Zerbin è questo, allora parliamo di un talento puro. Nel primo tempo è l’unico a creare pericoli: quando punta i dirimpettai del Genoa li salta costantemente. Inventa dal nulla un contropiede che i compagni non sfruttano, guadagna calci di punizione e fa salire la squadra. Insomma, sembra un calciatore pieno di risorse. Multitasking. Nel finale si adegua ad esterno di centrocampo nel ridisegnato 5-4-1.

Saurini 6,5: Buona la prima. Il suo Napoli vince, convince per larghi tratti, merita contro un Genoa comunque ostico. L’intuizione vincente è sua: sostituisce gli spenti Leandrinho e Mezzoni, lancia i prodotti dell’under 17 Micillo e Palmieri. Bravo e fortunato. Nel finale si spaventa e schiera i suoi con un 5-4-1 di Rocchiana memoria.

Dagli inviati al Centro Sportivo di Sant’Antimo: Pasquale Giacometti, Vittorio Perrone e Alessandro Cangiano.