Non ancora impeccabili, ma senza dubbio determinanti: Albiol e Koulibaly riconquistano la fiducia e salvano gli azzurri

La corsa al terzo posto passa per il match chiave del’Olimpico. Il Napoli c’è. Dopo una settimana per nulla piacevole e le polemiche ad oltranza dei giorni passati, la risposta vera arriva dal campo. Gli azzurri, che hanno preparato alla perfezione la gara con i diretti rivali per l’agguanto della Champions, lanciano Strinic e ripartono senza capitano. Il gol di Higuain regala al Napoli tre punti preziosi, che concedono il sorpasso e l’aggancio di quell’obiettivo che tanto piace.

La vera nota lieta arriva dal reparto arretrato. Non è certo un bel Napoli quello dell’Olimpico, ma senza dubbio quello più intelligente e resistente del campionato. Si chiude nella propria metà campo, subendo il fraseggio e l’attacco dei padroni di casa, che più volte si rendono pericolosi. Prima una traversa, poi un palo (seppur anticipato da un fuorigioco), negano il pareggio ai biancocelesti, orfani dei loro giocatori migliori. Ma per questa volta, piuttosto che parlare di demeriti, ci piace sottolineare però la resistenza e la precisione dei due centrali difensivi. A Koulibaly ed Albiol gli applausi per aver tenuto a galla una gara aperta fino all’ultimo istante.

Il francese, che ha rifiatato più degli altri dopo la sosta natalizia, ha inaugurato il 2015 con due prestazioni soddisfacenti. La scorsa, con la Juve, sufficiente ma a fasi alterne. Stavolta non è così: il colosso azzurro restituisce sicurezza ai compagni di reparto e non solo, mettendoci un piede ogni qualvolta ce ne sia bisogno. Pulito e attento, fatta eccezione per un tentato rinvio che ha rischiato di trasformarsi in pasticcio. Koulibaly strizza l’occhio a Benitez, riconquistando la fiducia del mister. Lucido e veloce in face di copertura, un po’ meno in quella di ripartenza. Eppure stavolta serve a poco, la porta andava difesa e il dovere è stato fatto.

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Bene, benissimo, Raul Albiol. Lo spagnolo, di cui qualcuno ricordava ormai solo una vecchia e stanca copia dello scorso campionato, è tornato in luce. E’ lui il vero leader del reparto arretrato. Sfrutta l’altezza e l’esperienza, anticipando gli uomini di Pioli. Ordinato, intuitivo e sicuro, nella propria area di rigore quando il Napoli è corto, oltre la linea di centrocampo quando riparte. Prende in mano le redini di quel reparto che spesso è andato in frantumi, concedendo agli avversari di turno spazio e occasioni d’oro. Netti segnali di ripresa dunque, che almeno stanotte faranno dormire sonni tranquilli a Rafa Benitez, che porta a casa una vittoria più che preziosa, senza concedersi il lusso di gongolare troppo e adagiarsi sugli allori. Tra quattro giorni si torna in campo, per quel trofeo che lo spagnolo ha già alzato una volta al cielo, nella speranza che quella dell’Olimpico non sia solo una scintilla destinata a spegnersi ancora.

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