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Benitez studia il migliore undici anti Chievo, orfano ancora di Pepe Reina

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Esserci o non esserci, questo (non) è il problema. Pepe Reina (in)sostituibile Forte, fortissimo, con mani grandi e spalle grosse, però pure coperte. E bene. Dietro c’è un altro numero uno, Rafael. E Benitez, si fida. Otto partite da titolare tra campionato e Coppe, sette e mezzo per la precisione. Perché a Cagliari fu staffetta. Sette e mezzo legittimo… Il brasiliano ha talento. E’ esperto e pure ancora giovane e di prospettiva. E poi, e non è da trascurare, è del Napoli. Tutto. Per cinque anni. Reina e Rafael co-titolari. Il numero uno nelle gerarchie e quello da maglia. L’ultima di Reina, giocata tutta, il due dicembre a Roma contro la Lazio. Poi un tempo a Cagliari, e lì la fitta, di nuovo il risentimento ai flessori della coscia e i tempi tipici di certi fastidi muscolari. Reina fuori. Già da un po’. E forse anche sabato col Chievo. Ieri era a Castel Volturno, nel giorno di riposo. Palestra, terapie e cure del fisico e degli acciacchi. Oggi si allena, un po’ col gruppo un po’ da solo. E’ guarito ormai e perciò anche atteso. Senza ansie però. Senza rischi. C’è anche Rafael, e dà sicurezza. Deciderà Benitez.

Questione di valutazioni. Globali. Il calendario fitto favorirà alternanze e rientri graduali. Zuniga spinge, forza, comincia a contare i giorni. Che non sono pochissimi, ma neppure tanti. La fascia è “lunga” quando sei tanto tempo fuori. Ora è già più corta. Zuniga freme, Mesto smania. L’ultimo consulto a Villa Stuart, lunedì, ha dispensato serenità e conferme. Il ginocchio è stabile e migliora, la condizione arriverà progressivamente. Mesto lavora duro. Ogni giorno un poco di più e soprattutto meglio.

Castel Volturno ieri. La pioggia, il via vai negli uffici, e il silenzio dello spogliatoio nei giorni di riposo. Eppure qualcuno s’è visto. Jorginho era là. Test, monitoraggio della condizione, analisi dei parametri e qualche esercizio in palestra che fuori veniva giù acqua a catinelle. Jorginho piccolo di taglia, grande qualità. E professionista. Castel Volturno è diventata casa sua. Farà, per ora, camera e campo. L’attesa per il debutto cresce. Qualche minuto spera di giocarlo. Sta bene, è pronto, ha la gamba allenata e i piedi garbati. Come lo stile e i modi di fare. Jorginho la scelta in più per la mediana. Aspettando Behrami (presto un nuovo consulto) contende una maglia a Inler e Dzemaili. E il mercato a centrocampo non è finito.

La formazione è sempre da fare. O almeno scoprire. Da oggi è davvero già Chievo. Nella testa, sul campo e in sala video. Immagini, simulazioni, prove e prime pettorine. Fernandez squalificato rilancia Britos. Armero sprinta con Revéillère. Higuain la certezza con Callejon e forse Mertens esterni. I dubbi, sempre. E fino a un’ora dalla partita. E’ dura tenere fuori Insigne e/o Hamsik. E c’è anche Pandev… Benedetta abbondanza.

FONTE Corriere dello Sport

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