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L’editoriale di Ivan De Vita: “Gonzalo Higuain, rivoluzione d’ottobre!”


editoriale_ivan_de_vitaUn urlo nel cuore della rivoluzione. Liberatorio, deflagrante. Proprio nella città dove lo spirito battagliero è cristallizzato nella storia. L’esultanza a braccia larghe di Gonzalo Higuain al primo gol azzurro al Velodrome, devastante eppure sfuggente, è stata un’iniezione di adrenalina che ancora ora mi provoca brividi al solo pensiero. Uno schiaffo a mano aperta alle dicerie da quattro soldi, alle invettive senza costrutto, alla destabilizzazione premeditata e insolente. I veri tifosi azzurri sono schierati con il Pipita, i piromani da poltrona televisiva hanno la miccia corta. Salteranno in aria, è solo questione di tempo.

Un ragazzo serio, schivo, poco appariscente. Un ex Galacticos è vero, ma non tutte le ciambelle madrilene nascono col buco da superstar. Il riacutizzarsi di un problema muscolare, una soglia del dolore non certo elevata, un’insicurezza inedita che trascina tra i comuni mortali anche il centravanti dell’Argentina. I nostri nonni ci insegnano come ognuno di noi sia il miglior medico di sè stesso. Non è lecito o almeno convenzionalmente accettato che il detto valga per un 26enne che guadagna 5,5 mln l’anno. Punti di vista. Certo è che, a prescindere da opinabili giustificazioni riguardo i suoi forfait, ritengo vigliacco e fuori luogo pungere la sua vita privata con calunnie gratuite.

Un costume malsano a cui ormai siamo abituati negli ultimi anni. Ma se nel caso di Lavezzi prima e Cavani poi, i giornaletti scandalistici si basavano su un barlume di verità comprovata, con il Pipita si brancola nel buio del sospetto e delle maldicenze istigatorie. E’ bastato uno stupido e maldestro tuffo da uno scafo ad inizio stagione per montare una fiction su una presunta vita mondana dissoluta e sfrenata, tirandola in ballo in ogni circostanza adeguata. E così alcuni soloni del giornalismi italico, dai salotti delle maggiori emittenti televisive, lasciano intendere che “a Napoli girano brutte voci sulle abitudine di Higuain” e che l’argentino in Spagna era un “bambino viziato e fatica ad addentrarsi in una realtà meno ovattata“. La realtà del gossip e dello scalpore dalle tinte tricolore che esula dal mondo del calcio influendo però in maniera subdola nella mente di un calciatore determinante nel nuovo progetto Napoli. Chi sarà mai il burattinaio magico? Lasciatelo in pace.

Tuttavia, aggiungerei che il nemico non è solo al di là della collina, ma vive in mezzo a noi. Nelle nostre case, sui nostri divani. Sullo sgabello accanto al mio in quel pub di martedì sera. E’ il tifoso disfattista-fanatico. Paurosi salti danteschi dai cieli del Paradiso ai gironi infernali. Sull’errore a metà primo tempo a pochi metri dalla porta avversaria, l’occhialuto sostenitore ha saputo scatenare l’inferno che vi racchiudo in un “40 milioni buttati a mare! Ecco come spendiamo i soldi noi. Bravo Pappone!“. Lo stesso poi, senza tentare nemmeno di camuffarsi, al momento del gol azzurro ha trovato la redenzione: “Chi ha fatto quell’assist? Higuain? Sei il mio mito! Lo dico sempre io, sei il mio mito!“. Un esempio goliardico per indicare che siamo noi stessi a decidere di proteggere i nostri beniamini sotto una campana di vetro o puntargli contro un fucile a piombini. L’effetto virale dell’informazione di massa è dovuto proprio alle menti manipolabili. Tutto si ridurrebbe se l’intero popolo napoletano remasse compatto dalla stessa parte.

Lasciare il Real Madrid è un atto di coraggio. Sposare un progetto giovane e ambizioso con la pressione di una piazza a volte troppo “caliente” non è un gesto da mediocri, anzi. Il peso della responsabilità è invadente, per masticare e digerire “Mr. 103 gol in 3 stagioni” serve uno stomaco d’acciaio. Qualche piccola fobia mescolata ad attacchi dall’esterno inopportuni e immeritati generano insofferenza. Ma dentro il fuoco arde. L’urlo del condottiero Gonzalo, lo stesso che abbiamo ammirato in occasione dei suoi gol, ha tranciato la notte marsigliese e sfidato il forte vento. Tutto spazzato via, marciume compreso. Emozionante. Il Pipita è tornato. Rivoluzione d’ottobre. Allons enfant!

Ivan De Vita

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