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Falli da dietro – L’editoriale di Nello Mascia


nello_masciaMa che succede?
La squadra che ne prende sette dall’Inter viene al San Paolo e sembra il Dortmund.
L’eroe di San Siro si fa uccellare come un dilettante da oratorio. Da uno che si chiama Zazà, uh, madonna mia!
Ma dove sta Marekiaro? E Lorenzino? E L’hidalgo Gonzalo?
Restituiamo dopo 48 ore i due punti di Milano. Davanti a un pubblico che è il doppio degli abitanti di Sassuolo, cani e topi compresi. Ma vediamo il bicchiere mezzo pieno. Siamo talmente forti da prendere un punto senza nemmeno giocare.
E sforziamoci a dire che dopo due partite immense, ci può stare. Ma che serva da esperienza.

D’accordo, il turn over maledetto è necessario, ma che sia calibrato. E toglietemi di torno Cannavaro, per favore.
Curiosità. Vediamo come reagirà don Rafè.
I soliti noti a Verona.
Meraviglioso il commento di Conte, lui noto per i volgari eccessi ormonali, ora mansueto e mite come un vitello, che invita ad abbassare i toni.
Un errore arbitrale è umano? Quando? Ai tempi di Garibaldi! Ma ora, con in campo guardalinee e giudice d’area, con il tempo che viene concesso per decidere un’azione dubbia, con le radio collegate a qualche non ufficiale moviola?

Un gol come quello del Chievo lo si annulla perché lo si vuole annullare. Perché si deve. Poi se vai più a fondo, scopri che il guardalinee che ha annullato il gol al Chievo si chiama Fabiano Preti. Ed è lo stesso che non vide un colossale fuorigioco di Asamoah lo scorso anno in Juventus-Inter, che consentì il vantaggio agli juventini. E allora hai la brutta sensazione di essere fuori dai giochi. Quella partita che sembra vera, è già stata giocata da un’altra parte. E l’orizzonte inevitabilmente si allarga a considerare il nostro violento contemporaneo. La stessa brutta sensazione di sgomento. La stessa brutta percezione di vivere una  realtà imposta. Da un sistema politico disonesto e arrogante. Da un sistema imprenditoriale ancora peggiore. Angherie quotidiane alle quali siamo troppo
abituati a non reagire.

Reagisce compatta l’intera squadra del Sunderland alle angherie del ceffo Paolo Di Canio e minaccia di incrociare le gambe se ancora
se lo troveranno fra i piedi.
In punta di piedi la Roma di Garcia batte il record delle cinque vittorie di fila, ed è in testa da sola. Segna anche Gervinho, che a me pare un’autentica pippa.
Sull’altra sponda del Tevere la Lazio smaltisce alla svelta la batosta del Derby e batte un Catania delittuosamente indebolito rispetto a un anno fa.
C’è il Milan che agguanta un insperato pareggio quando a due minuti dalla fine era sotto di due gol.
E poi c’è l’Inter. Quest’Inter di Mazzari che è forse la vera sorpresa di questo avvio. Vince contro la solita bella Fiorentina che gioca anche quest’anno senza portiere. Mazzarri non avrà distrazioni di Coppe. Prevedere che se la giocherà fino alla fine non è uno sproposito.