shinystat spazio napoli calcio news Albiol: "E' stato facile scegliere il Napoli, la squadra di Maradona. Mai visto una passione simile per una squadra"

Albiol: “E’ stato facile scegliere il Napoli, la squadra di Maradona. Mai visto una passione simile per una squadra”


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Esperienza, affidabilità e caratura internazionale. Questo è in breve l’identikit di Raul Albiol, uno dei volti nuovi del Napoli 2013/2014 targato Rafa Benitez.
Dal 2007 è un pilastro della nazionale spagnola (40 presenze) con la quale è entrato di diritto nella storia del calcio contribuendo al leggendario triplete delle furie rosse che, tra il 2008 e il 2012, hanno stupito il mondo vincendo due campionati europei e soprattutto il mondiale. Iker Casillas ha detto una volta che se dovesse dare un volto al gruppo della “Roja” sarebbe quello di Raul Albiol: il Chori. Il ragazzo di Villamarchante, rispettato in campo e benvoluto da tutti al di fuori del rettangolo verde. Dopo 4 anni ha lasciato il Real Madrid, uno dei club più prestigiosi al mondo, per vestirsi d’azzurro. Raul è apparso fin da subito felice e appagato della sua scelta, affermando di non aver risposto alla chiamata di un club qualunque, bensì di una squadra altrettanto prestigiosa: la squadra di Diego Armando Maradona. Dopo un periodo di ambientamento si è già mostrato sicuro per guidare dall’alto della sua esperienza la retroguardia azzurra nella stagione in cui è atteso il grande salto del Napoli soprattutto in Europa.
Quest’oggi ha rilasciato una lunga intervista a El Pais, famoso quotidiano spagnolo. Ecco le sue parole:

Dopo quanto tempo ha accettato la proposta del Napoli?

Subito, in pochi giorni avevamo chiuso l’accordo. Decidere è stato semplice: c’era Benitez, Callejon, un gran progetto e Napoli è sempre stata una città di calcio. Non ho mai visto una passione simile per una squadra, è incredibile. E poi non mi ha chiamato un club qualunque … quella maglia la indossava Maradona!”

Fino a che punto ha influito la presenza di Benitez?

“Non ho parlato con il mister fino alle visite mediche, ma mi conosce da anni: di fatto ho debuttato con lui al Valencia, contro l’AEK Solna in Coppa Uefa”.

Viene già fermato per strada?

“Se mi fermano per strada? A Napoli i tifosi chiedono una foto anche al magazziniere … sono folli per la loro squadra!”

E con il loro stile di guida?

“Io scelgo il taxi”.

Il Napoli le ha restituito l’allegria?

“Assolutamente sì. Sentire di nuovo la fiducia del mister, la tensione delle partite … ti dà la felicità”.

Mou le ha mai spiegato perché non contava su di lei?

“Non gli ho mai chiesto spiegazioni, non ho mai avuto un brutto rapporto con lui, siamo sempre andati d’accordo. Una relazione normale col mio capo”.

Ad un certo punto è diventato spiacevole convivere con lui?

“Beh, l’anno scorso … gli ultimi tre mesi furono complessi perché avevamo già perso la Liga, siamo stati eliminati in Champions ed abbiamo perso la finale di Coppa del Re. Sapevamo che Mou sarebbe andato via”.

Nonostante non abbia giocato molto nel Madrid, Del Bosque ha sempre confidato in lei, viste le 41 presenze in Nazionale, con 40 vittorie

“Mi fa molto felice la sua fiducia, sarebbe stato più facile non convocarmi e risparmiarsi qualche critica. Il fatto che abbia continuato a contare su di me mi ha dato una responsabilità ed ho cercato di essere all’altezza. Adesso sarà più facile convocarmi, ma lo ringrazio per il suo appoggio, lo hanno aggredito molto per questo. Il record è merito della squadra, viviamo il miglior momento della sua storia ed è un orgoglio farne parte”.

E’ più facile vincere titoli con una buona atmosfera nello spogliatoio?

“Sì, quando tutti sono concentrati ed uniti è più semplice. Spesso molte partite vengono decise da giocatori che partono dalla panchina e c’è bisogno di tutti”.