Non c’è tempo per le analisi, figurarsi per le critiche

02_02_2012_MM_29219Medium
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E’ passata male la nottata azzurra, indigesta e preoccupante sotto l’aspetto del risultato. Ennesimo pareggio, altro che scalata, qui bisogna guardarsi dalle inseguitrici. E’ un Napoli dilaniato dalla malasorte che distrugge anche le ultime agonizzanti speranze con un gol nei minuti di recupero divenuto blasfemo agli occhi di uno dei guardalinee che non ha esitato ad annullare la rete del possibile bottino pieno, in barba ai critici accusatori di un Napoli arrendevole. Ed invece, siamo qui a commentare la disfatta, nonostante la classifica non dica ancora la parola fine, visti gli stop di Inter e Roma. Ma la verità è che gli azzurri hanno lasciato lo smalto per strada. Oggi osserviamo una squadra svogliata, lontana parente di quella visto fino a fine anno scorso. Non è più possibile nascondersi dietro all’assenza di Lavezzi, poiché quella squadra non esiste più, avendo lasciato il posto ad un gruppo di ragazzi consapevoli delle proprie forze e, per questo coscienti di potersela giocare contro chiunque, ma non in questi termini. E’ pur vero che giocano un ruolo fondamentale la stampa ed i mass media, sempre pronti a gettare benzina sul fuoco, abili costruttori di cavilli inverosimili volti a incastrare perfettamente la trappola della tensione, dei nervi tesi verso una squadra troppo spesso sotto i riflettori per questioni che vanno al di là dell’aspetto sportivo. Le critiche a Mazzarri poi hanno raggiunto picchi di isterismo al punto che il tecnico ha affrontato alcune conferenze con il coltello tra i denti e sul “chi va la”, onde evitare nuove e perpetuanti attacchi pronti a minare la tranquillità della psiche del gruppo azzurro. Altra lama tagliente è stata     
sferrata dalla classe arbitrale, ancora una volta capace di spingere giù il Napoli dal ciglio del burrone, in una scia di risultati mediocri che allontanano la squadra da velleità di alta classifica. Lo stesso Mazzarri si è lasciato andare ad una feroce critica verso l’operato della terna : “ Il gol era regolarissimo” ha dichiarato, “ abbiamo perso due punti per questa decisione dell’arbitro. Non è la prima volta, siamo sempre stati zitti, però adesso gli arbitri devono assumersi le loro responsabilità. A Siena, per esempio,dovevamo avere tre rigori; nelle ultime partite ci hanno sottratto cinque punti”. Molto più serafico il presidente De Laurentiis :” prendiamo subito in dotazione il modello europeo, sei arbitri in campo sin da subito possono essere la soluzione. In più sarebbe giusto che gli arbitri avessero modo di confrontarsi in televisione, analizzando gli errori e giustificandone le decisioni;  anche quello sarebbe spettacolo”. La situazione attuale induce ad una riflessione abbastanza sintomatica: per il bene del Napoli e della sorte di questa stagione è bene astenersi dall’eccedere con critiche poco costruttive ed accuse al vetriolo nei confronti di un progetto che non è ancora declinato del tutto e che potrebbe nascondere ancora sorpese e soddisfazioni per i milioni di tifosi azzurri. Riponiamo l’ascia di guerra e compattiamo l’ambiente, è arrivato il momento di porgere una mano per dar modo ai ragazzi di aggrapparsi, in ballo c’è un futuro che non ha abbandonato ancora le tonalità dell’azzurro. 

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