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Hamsik alla Pirlo: è Marek il top player per Carlo Ancelotti


Hamsik alla Pirlo. La suggestione è di quelle che fanno sognare, una di quelle che non solo può cambiare il finale di carriera di un giocatore ma che potrebbe cambiare il destino, la stagione e di una squadra. Il ruolo di regista, affidato per tre anni al partente Jorginho, potrebbe oggi essere ricoperto dal capitano azzurro, Marek Hamsik. Carlo Ancelotti è convinto di poterlo trasformare da mezzala a centrale, spendendo parole positive per lo slovacco nella prima conferenza stampa da allenatore del Napoli. Hamsik come Totti prima di lui, potrebbe acquisire nuova linfa nella parte finale di carriera trovando una sistemazione inedita all’interno del rettangolo di gioco.

Jolly

Dopo l’addio di Christian Maggio, Marek Hamsik, è rimasto l’ultimo giocatore azzurro ad aver lavorato con tutti i tecnici che si sono susseguiti in Serie A sulla panchina nell’era De Laurentiis. Dall’esordio con Reja, fino al record di gol con Maurizio Sarri, passando per Mazzarri e il periodo semi-buio dell’era Benitez. Ognuno di questi allenatori ha chiesto al capitano azzurro compiti diversi, cercando però di sfruttare sempre al meglio le sue caratteristiche. Grande visione di gioco, fiuto del gol, inserimenti senza palla, colpo di testa e ambidestro naturale. Questo è il pedigree tecnico di Hamsik, un giocatore che potenzialmente per fisico e qualità tecniche potrebbe fare qualsiasi cosa a centrocampo. Non sempre però il numero 17 è riuscito ad esprimere al meglio quelle che sono le sue qualità.

Il lato oscuro di Marek

Nel biennio di Benitez e nell’ultimo anno di Sarri, per motivi diversi, è andata in scena la peggior versione del capitano del Napoli. Negli anni dello spagnolo, il feeling non è mai scattato, con il tecnico che gli chiedeva di giocare troppo spesso spalle alle porta senza sfruttare al massimo le sue qualità nell’inserimento e senza essere mai nel vivo del gioco. In quei due anni abbiamo visto il peggior Hamsik fino al quel momento, un giocatore svogliato, giustamente sostituito e che per un breve periodo perse addirittura il poso da titolare in favore di De Guzman. Con il toscano invece l’impatto fu tutt’altro. Nei primi due anni (sopratutto nel secondo ndr) abbiamo visto forse il miglior Hamsik di sempre, che nulla aveva da invidiare ai grandi centrocampisti d’europa. Poi, il buio. Lo scorso anno è stato l’annus horribilis la cresta più famosa d’Italia. Nella scorsa stagione, quella dei 120 gol con la maglia del Napoli, il capitano azzurro è stato anche il giocatore più sostituito dell’intera Serie A, quasi mai decisivo, troppo spesso fuori dal gioco, senza però essere decisivo in fase realizzativa come spesso gli capitava. La sensazione era quella di vedere un giocatore, stanco, quasi al limite delle forze. La mancanza di dinamismo, per una mezzala, è un difetto che potrebbe anche voler dire scrivere la parola fine su una carriera giocata ad alti livelli. Con l’arrivo di Ancelotti però non tutto è perduto.

Hamsik alla Pirlo

Il tecnico romagnolo, in tutta la sua carriera ha sempre avuto e voluto giocatori d’ordine a centrocampo. Gente con grande qualità nei piedi e con grande visione di gioco. Giocatori che ancor prima di ricevere il pallone non solo sanno a chi darla ma conoscono perfettamente le posizioni di tutti i compagni in campo. Andrea Pirlo, naturalmente è stato il massimo esponente di questo modo di giocare. Forse anche perché aveva ricoperto più ruoli a centrocampo, riusciva sempre ad intuire dove sarebbe andato un compagno o quando sarebbe scattata la prima punta. Il tutto accompagnato da uno dei piedi più educati che abbiano mai calcato un campo di calcio. Attenzione! Nessuno chiede a Marek Hamsik di essere Pirlo, ma di essere quello del Napoli. Negli ultimi anni gli azzurri come regista hanno avuto un “passatore folle” come Jorginho che veniva esaltato dagli schemi magistrali di Maurizio Sarri. Un giocatore capace di fare anche 1000 passaggi a partita e di sbagliarne tre. Oggi però serve qualcosa di diverso, serve qualcuno che dia grande qualità e visione di gioco, qualcuno capace sia di fraseggiare sul corto sia di fare un lancio da 30 metri per mettere in porta i compagni.

Marek 2.0

Come ribadito più volte da De Laurentiis, a meno di colpi di scena clamorosi, non dovrebbe arrivare nessun top player, nessun giocatore da 30/40 milioni, uno di quei nomi che infuocano la piazza. La verità è che forse non serve. Se Ancelotti dovesse riuscire nell’impresa di trasformare lo slovacco in un regista di centrocampo ci troveremmo davanti al più grande colpo di mercato che il Napoli potesse mai fare. Siamo sicuri che Hamsik non sarà mai Andrea Pirlo, ma siamo altrettanto sicuri che potrebbe essere il nostro Andrea Pirlo.

 

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