Lukaku senza freni dopo l’addio al Napoli: “L’anno peggiore della mia vita…”

Romelu Lukaku ha archiviato il capitolo napoletano con giudizio senza appelli. L’attaccante belga, ora al Fenerbahce, definisce l’ultima stagione in Serie A l’anno peggiore della sua vita e accusa di boicottaggio l’Italia, lanciando un chiaro messaggio al Napoli.

Lukaku e Napoli: le accuse dopo l’addio

Dopo l’esordio con il Fenerbahce nella sfida di Champions League contro il Lione, Lukaku non ha trattenuto la delusione. Le parole ai microfoni della tv belga, sono state riportate da Il Mattino:

“Per me è stato meglio andare via. L’ultimo anno al Napoli è stato il peggiore della mia vita”, ha dichiarato il centravanti belga. La stagione 2025-26 lo ha visto fermo ai margini: sette presenze complessive e un solo gol il misero bilancio di un anno condizionato dal pesantissimo infortunio.

Le critiche sulla sua condizione fisica lo hanno ferito profondamente:

“L’affermazione che non sono in forma è semplicemente falsa. Probabilmente l’hanno detto in Italia per boicottarmi. Sono al 100% in forma per giocare”.

Lukaku con la maglia del Napoli numero 9, durante una partita in campo
Lukaku in azione con la maglia del Napoli numero 9

Fenerbahce: la scelta per ritrovare serenità

Il trasferimento in Turchia rappresenta una soluzione concreta dopo la stagione difficile. Lukaku ha sottoscritto un accordo biennale con opzione di rinnovo, determinato a ritrovare continuità e motivazioni:

“Ho bisogno di motivazioni. È la soluzione migliore per me; voglio continuare a giocare ad alti livelli. Qui giocherò in un campionato forte, lotterò per i trofei e chissà, magari anche in Champions League. Dopodiché, tornerò a casa e sarò ancora in forma. Voglio continuare fino al 2030, anche con la Nazionale, poi sarà game over”.

L’esordio in Turchia è stato prudente. Entrato nel finale della sfida contro il Lione (terminata 1-1 nei playoff di Champions League), Lukaku ha riconosciuto i tempi di adattamento:

“Avrei voluto giocare già più di dieci minuti, ma mi sono allenato a pieno ritmo solo per quattro giorni, seppur con doppie sessioni. È un percorso che devo seguire”.

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