Federico Gatti emerge come opzione concreta per la difesa del Napoli: secondo Tuttosport, il centrale bianconero rappresenta l’alternativa a Mario Gila, primo obiettivo azzurro che la Lazio valuta 30 milioni.
Gatti e Gila: due centrali per una sola difesa
Giovanni Manna, direttore sportivo partenopeo, sta costruendo due piste parallele per rinforzare il reparto difensivo. Mario Gila rimane la preferenza dichiarata: lo spagnolo della Lazio possiede qualità indiscusse, ma Claudio Lotito ha blindato il giocatore con una valutazione monstre nonostante il contratto in scadenza nel 2027. Federico Gatti della Juventus rappresenta il piano B, ma non è affatto una soluzione di ripiego.
Cosa differenzia i due centrali? Gatti vanta un curriculum europeo superiore: 28 presenze stagionali con 4 gol, di cui due in Champions League. Gila, pur essendo giovane e promettente, ha meno esperienza nelle competizioni continentali. Per un progetto ambizioso come quello del Napoli, l’esperienza europea è un valore aggiunto non marginale. La Juventus, destinata all’Europa League nella prossima stagione, potrebbe lasciarlo partire di fronte a un’offerta competitiva.
Il prezzo di Gatti: tra 25 e 30 milioni
La valutazione del centrale bianconero si posiziona nella fascia 25-30 milioni di euro, in linea con quella di Gila. Questo consente a Manna di mantenere flessibilità nel budget, scegliendo quale pista sviluppare a seconda delle trattative. La Juventus, diversamente dalla Lazio, potrebbe mostrarsi più disponibile al dialogo: il cambio di progetto tecnico con Allegri al Napoli potrebbe accelerare i tempi.
Gli azzurri hanno già individuato il profilo difensivo necessario. Sia Gatti che Gila garantirebbero solidità e continuità al nuovo corso tattico. La decisione dipenderà dalle resistenze che Lotito opporrà nelle prossime settimane e dalla disponibilità della Juventus a cedere il proprio centrale. Entro l’estate, il Napoli avrà il suo centrale di difesa, indipendentemente da quale delle due strade si rivelerà più praticabile nel calciomercato.