Lockdown in Campania, come funzionerebbe: chiusi negozi e attività, vietato lo spostamento tra comuni della stessa provincia

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LOCKDOWN CAMPANIA – Ieri sera a Napoli ci sono stati scontri che hanno stravolto l’intera comunità partenopea. Migliaia di persone, tra commercianti e non, hanno protestato contro le decisioni del presidente della regione Vincenzo De Luca. Il governatore ha chiesto al premier Conte un lockdown nazionale. I numeri della regione restano comunque allarmanti: ieri 2280 positivi.

Lockdown Campania

Lockdown Campania, come fuzniona: misure ancora più strette

L’ordinanza attuale prevede un coprifuoco in Campania dalle ore 23 fino alle 5 del mattino del giorno seguente. Ma sono previste nuove restrizioni già nei prossimi giorni. A pagarne le conseguenze saranno i commercianti tra cui i possessori di bar, ristoranti, pizzerie e tutto il settore della ristorazione. Gli incassi caleranno drasticamente. Resteranno solo aperti i negozi di beni di prima necessità come supermercati e farmacie. Probabile apertura anche per le attività legate all’edilizia e al settore agro-alimentare. Insomma, tutta la filiera dei beni di prima necessità continuerà a funzionare.

Anche la scuola viene molto penalizzata. Nonostante l’apertura delle scuole per l’asilo e le elementari, gli studenti di medie e superiori dovranno ancora continuare con la didattica a distanza. La lezione in remoto è stata fortemente criticata anche dal Ministro dell’Istruzione Azzolina che non ha condiviso l’idea di De Luca.

Palestre chiuse in Campania, vietati spostamenti tra comuni

Per quanto riguarda il tempo libero gli unici sport ammissibili sono quelli individuali, secondo la nuova ordinanza. Quindi vietato ogni tipo di sport amatoriale come calcio o basket mentre i massimi campionati si svolgeranno regolarmente. Per gli spostamenti, invece, potrebbe esserci un altro cambiamento. Oltre al coprifuoco, ci potrebbe essere anche il divieto di spostarsi tra comuni della medesima provincia. Improbabile, invece, un divieto per coloro che vengono da un’altra regione o dall’estero. Per loro potrebbe essere previsto un tampone e l’obbligo di quarantena.

Tra le chiusure previste nel secondo lockdown anche quella di parrucchieri, barbieri e centri estetici. Già nella prima quarantena era montata la loro insurrezione a Napoli, anche ora vedranno in pericolo le loro attività e il loro sostentamento primario.

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