Valentina De Laurentiis disegna le maglie del Napoli partendo dalle sensazioni che la città trasmette: il Vesuvio, il golfo, i simboli autentici che i tifosi riconoscono ovunque siano nel mondo.
De Laurentiis e la scelta del Vesuvio: la maglia che tutti sconsigliavano
Le maglie non nascono da strategie fredde ma da connessioni viscerali con il territorio. Valentina De Laurentiis ha spiegato come ogni disegno debba funzionare come ponte tra chi indossa il capo e l’identità collettiva napoletana. Molti le sconsigliavano di rappresentare il Vesuvio su una maglia, eppure quella scelta si è rivelata una delle più apprezzate dai tifosi. Non è casualità: è il risultato di ascolto diretto della comunità.
L’approccio di Valentina De Laurentiis rifiuta la logica commerciale astratta.
“Andare in profondità e vedere passaggio dopo passaggio, capire da dove nascono le cose, dove sono le radici, per me è fondamentale“.
Ogni elemento visivo—il caffè, il golfo, i simboli storici—deve evocare nel napoletano la sensazione concreta di casa, indipendentemente da dove viva.
Napoli nel mondo: il progetto delle comunità diasporiche
Da quest’anno inizia un progetto pluriennale focalizzato sulle grandi comunità di napoletani sparse globalmente. La maglia Away diventerà il veicolo narrativo di questo percorso, connettendo città e paesi dove l’identità napoletana mantiene forza radicata. L’obiettivo è parlare a tutti senza tradire l’autenticità che rende Napoli attraente oggi nel panorama della moda e della cultura internazionale.
De Laurentiis è consapevole del rischio opposto: la sovraesposizione mediatica.
“L’unica cosa che mi spaventa è la sovraesposizione con il rischio di perdere quell’autenticità, tradizione e quei sapori, quegli odori che comunque Napoli è”.
Napoli attrae oggi marchi globali e operazioni prestigiose come l’America’s Cup, ma questa visibilità può erodere i tratti distintivi che la rendono unica se gestita senza consapevolezza.
Le maglie del Napoli diventano così documenti di una città che racconta se stessa attraverso il design. Valentina De Laurentiis non inventa simboli: li estrae dalla memoria collettiva e li trasforma in linguaggio visivo che i tifosi riconoscono istintivamente, sia a Napoli che in Argentina, negli Stati Uniti o in qualsiasi angolo del pianeta dove l’identità partenopea persiste.