Romelu Lukaku non accetta di fare il secondo attaccante al Napoli. Federico Pastorello, agente del belga, ha escluso categoricamente questa ipotesi ai microfoni di Sky Sport, creando una tensione reale sul futuro dell’attaccante.
Lukaku: il rifiuto netto della panchina
La posizione di Pastorello non ammette ambiguità. Il belga non scenderà a compromessi sulla gerarchia, indipendentemente dalle esigenze tattiche del Napoli. L’agente ha dichiarato: “Lukaku può fare il secondo al Napoli? Ovviamente no. È un giocatore straordinario e lo ha dimostrato: è uno degli attaccanti più prolifici al mondo. Difficilmente possiamo accettare una situazione del genere.” Questa affermazione non è una negoziazione, ma una linea rossa tracciata con precisione.
Il contesto che ha generato questa presa di posizione riguarda la presenza al Napoli di altri attaccanti importanti e il rientro di Lucca. Pastorello ha riconosciuto che le gerarchie possono modificarsi durante la stagione, ma ha sottolineato un dettaglio cruciale: il campo deciderà, non le scelte iniziali di Manna. “Dietro le sue parole possono esserci anche scelte finanziarie, considerando la presenza di due attaccanti importanti“. Tuttavia, questa apertura non significa disponibilità a partire dalla panchina.
Il mercato bloccato e il nodo ingaggio
Secondo l’agente, il vero problema non è tecnico ma economico e di mercato. “Il mercato ora è bloccatissimo e quello delle punte non è ancora partito. Quando partirà, ci sarà un effetto domino.” Questa dichiarazione suggerisce che la situazione di Lukaku dipenderà dalle mosse di altri club e dalla fluidità del mercato delle punte, che ad oggi risulta ancora congelato. Nel frattempo, il Fenerbahce accelera per provare a portarlo in rosa.
La questione contrattuale complica ulteriormente gli scenari. Pastorello ha respinto l’idea di spalmare l’ingaggio di Lukaku: “Romelu ha raggiunto questi livelli contrattuali grazie a quello che ha fatto nella sua carriera e forse non è ancora arrivato il momento di spalmare.” L’allungamento del contratto comporterebbe costi aggiuntivi che vanno oltre il semplice stipendio, una considerazione che l’agente ha posto con chiarezza.
La stagione precedente e le responsabilità condivise
Pastorello ha difeso il suo assistito dalle critiche legate alla scorsa stagione al Napoli. Non è stata colpa esclusivamente di Lukaku: “Se fosse rimasto ad allenarsi dove voleva, forse sarebbe tornato prima”. Questa difesa serve a mantenere alta la reputazione del belga nel mercato e a giustificare le sue pretese contrattuali e gerarchiche.
Il nodo rimane irrisolto: il Napoli ha altri attaccanti, Lukaku non vuole fare il vice, e il mercato delle punte deve ancora partire. Quando gli effetti domino inizieranno a muoversi, la situazione di Lukaku al Napoli potrebbe trasformarsi radicalmente. In ogni caso, gli spazi di permanenza sembrano ridursi ora davvero al minimo.