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Il Napoli 2026/2027 non è la stessa squadra della stagione precedente

Il Napoli 2026/2027 non è la stessa squadra della stagione precedente

Paragonare il Napoli di questa stagione a quello che ha vinto lo Scudetto o a quello che ha chiuso secondo nel 2025/2026 è un esercizio fuorviante. Contesto, organico e guida tecnica sono cambiati in modo sostanziale, e ignorarlo significa attribuire le responsabilità in modo distorto.

Un punto di partenza completamente diverso

Il Napoli aveva avviato la stagione 2025/2026 da campione d’Italia, con un mercato estivo che aveva portato rinforzi di peso — tra cui Kevin De Bruyne — e un allenatore già radicato nel gruppo, capace di trasmettere un’identità di gioco consolidata. L’avvio dell’annata successiva presenta invece coordinate opposte: secondo posto come punto di partenza, cambio in panchina, diversi giocatori simbolo con il contratto in scadenza e un calciomercato in entrata praticamente fermo. Meret, Lobotka, Anguissa e De Bruyne rientrano tra i profili con contratto in scadenza, una situazione che pesa sull’ambiente e sulla coesione del gruppo.

Gli infortuni della stagione 2025/2026

L’annata 2025/2026 ha colpito duramente la rosa sul piano fisico. Secondo i dati riportati nel dossier, cinque giocatori hanno accumulato rispettivamente 29, 24, 19, 12 e 8 partite saltate per infortunio. C’è chi ha trascorso mesi fuori dal campo e chi ha subito ricadute multiple nel corso della stessa stagione. La questione anagrafica non è secondaria: per calciatori over 30, recuperare i livelli precedenti dopo infortuni pesanti è un processo tutt’altro che scontato.

La guida tecnica e il caso Lang-Lucca

Il cambio in panchina aggiunge un’ulteriore variabile. Allegri si trova a lavorare su una squadra segnata da una stagione difficile, senza il vantaggio di una continuità tecnica già costruita. Il confronto con la gestione Conte — che aveva avuto tempo per plasmare il gruppo — non è neutro: ripartire da zero sul piano tattico e relazionale richiede tempo che i risultati immediati non sempre concedono.

Un discorso a parte meritano Noa Lang e Lorenzo Lucca. Arrivati a Napoli come nuovi acquisti nella stagione precedente, tra entusiasmo e aspettative, si trovano ora a iniziare l’annata con una bocciatura alle spalle. Secondo quanto riportato, sarebbero rimasti in rosa non per una scelta convinta della società, ma per l’assenza di offerte concrete sul mercato: una posizione di partenza che incide inevitabilmente sulla loro condizione psicologica e sul loro peso nell’ambiente.

Riconoscere questi fattori non significa costruire alibi per Allegri, che porta le proprie responsabilità, né ridimensionare il lavoro svolto da Conte. Significa distribuire l’analisi su tutti gli elementi che concorrono a determinare i risultati di una squadra.

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