Buongiorno ko, Castellacci: “Tre mesi di stop? C’è qualcosa di più serio. Dopo la prima operazione…”

Alessandro Buongiorno salta la preparazione estiva del Napoli per l’intervento chirurgico al ginocchio. L’ex medico della Nazionale Enrico Castellacci analizza i tempi di recupero e le possibili complicazioni del difensore.

Buongiorno, l’intervento di giugno che preoccupa

L’operazione eseguita durante la pausa estiva non è una semplice asportazione di cisti. Castellacci lo sottolinea con chiarezza:

“A giugno si è tolto una cisti al ginocchio? Qualcosa vuol dire. Se si parla di 2-3 mesi di stop, non si tratta di un intervento minore. Una lesione meniscale isolata richiede uno o massimo quarantacinque giorni. Quando i tempi si dilatano verso i due-tre mesi, il quadro clinico diventa più complesso.

Quali sono le possibili complicazioni? Cartilaginose, innanzitutto. Oppure la necessità di una sutura meniscale che comporta un carico progressivo più lungo. Lo specialista non ha accesso ai referti medici, ma la logica clinica è inequivocabile: saltare l’intera preparazione è un segnale negativo. Non è una questione di fiducia nel chirurgo—Castellacci conosce il professor Cugat e lo stima—ma di fatto biologico. Il corpo non recupera in fretta da un intervento che cancella tre-quattro settimane di lavoro in gruppo.

Napoli: il difensore assente dalla preparazione

Buongiorno non sarà disponibile per la prima fase della stagione. Il Napoli dovrà affrontare le amichevoli estive e probabilmente le prime giornate di campionato senza il suo difensore centrale. Questo non è un dettaglio tattico minore. L’assenza prolungata di un giocatore della sua importanza costringe a scelte alternative in difesa e incide sulla costruzione del progetto di gioco.

Castellacci non esclude che il ginocchio non abbia risposto come previsto dopo il primo intervento.

“Forse, immagino, questo ginocchio non ha dato i risultati sperati dopo la prima operazione“.

Se così fosse, il recupero diventa un percorso più lungo e incerto. Gli azzurri dovranno gestire l’assenza con pazienza e senza fretta nel reinserimento.

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