Juan Jesus abbandona il Napoli dopo cinque anni e lo fa attraverso una lettera pubblicata su Il Mattino, ripercorrendo un’ascesa che lo ha trasformato da calciatore considerato finito a protagonista di due scudetti partenopei. Il difensoreha ringraziato in particolare Luciano Spalletti, che credette in lui quando nessuno lo vedeva come una risorsa, offrendogli la possibilità di riscattarsi.
Juan Jesus e Spalletti: la fiducia che cambiò tutto
L’allenatore toscano rappresentò il punto di svolta della carriera dell’ex Roma. Nella lettera, Juan Jesus scrive: “Lui è stato l’unico, insieme a Roberto Calenda, a credere in me in un momento in cui ero visto soltanto come un calciatore finito“. Spalletti gli insegnò non solo calcio, ma anche come affrontare le difficoltà con mentalità vincente. Anche Antonio Conte riceve elogi particolari: “Mi ha allungato la carriera di almeno tre anni. La sua fame di vittorie e la sua passione per il lavoro mi hanno insegnato ancora di più a non mollare mai”.
Il brasiliano ha ringraziato anche l’agente Roberto Calenda, Cristiano Giuntoli e il presidente Aurelio De Laurentiis. Ma il suo saluto si estende a ogni angolo di Castel Volturno: dagli chef Paolo e Fabio, ai magazzinieri, ai fisioterapisti, ai team manager Santoro e Paolo Rea. Una menzione speciale va a Ciro, il “tuttofare” dello staff, descritto come presente 365 giorni su 365.

Napoli e i tifosi: una città che vive di calcio
Juan Jesus ha colto l’unicità della piazza napoletana, dove il calcio non è semplice passione ma ossessione collettiva. “Una città passionale, una città che vive e ama la sua squadra. Niente conta più del Napoli”, scrive nella lettera. Ha notato come persino il meteo sembrasse dipendere dai risultati della squadra. In cinque anni ha visto “più sole che pioggia”, riferendosi alle vittorie che hanno caratterizzato il suo percorso.
Il difensore ribadisce il ruolo cruciale dei tifosi: “Ricordatevi sempre di essere il dodicesimo calciatore”. Ringrazia anche la compagna Fabiana Cervelli per il supporto incondizionato, sottolineando come lei sia diventata tifosa del Napoli pur non essendo inizialmente appassionata di calcio.
Juan Jesus chiude il suo addio con una riflessione sulla trasformazione personale: “Sono arrivato da finito e vado via da vincitore, entrando nella storia. Anzi, da supereroe: da BatJuan”. Ha dato il massimo in tutte le partite disputate, rispettando il lavoro e la maglia. L’eredità che lascia al Napoli è quella di un difensore affidabile che ha contribuito a due Scudetti, trasformando un momento di carriera difficile in una pagina gloriosa della storia azzurra.