Da alcune settimane ormai, il consueto ritmo estivo del Napoli è stato interrotto. Nessun dossier di mercato, nessun segnale da Allegri, nessuna conferenza stampa di De Laurentiis sono riusciti a distogliere completamente l’attenzione dal Nord America, dove quattro azzurri stanno attualmente indossando maglie diverse.
Kevin De Bruyne, Romelu Lukaku, Scott McTominay e Mathías Olivera sono ancora impegnati al Mondiale, e seguirli è diventato una sorta di piccolo rituale estivo per i tifosi del Napoli: un misto di orgoglio e nervosismo, a seconda del risultato.
Un torneo seguito da ogni parte del mondo, tranne che da Napoli
È una situazione piuttosto particolare, a dire il vero. In questo momento conta meno il calcio giocato dal Napoli rispetto alle prestazioni di quattro suoi giocatori con Belgio, Scozia e Uruguay. E considerando quanto la tifoseria partenopea si sia diffusa a livello globale nell’ultimo decennio — oggi esistono club di tifosi da Sydney a Toronto — molti finiscono per seguire queste partite tramite streaming non esattamente locale.
I blocchi geografici e i diritti televisivi sono diventati quasi un’ossessione per i tifosi in viaggio che cercano di vedere il calcio d’inizio a orari improbabili da una stanza d’albergo, ed è probabilmente per questo che molti di loro vanno discretamente a scoprire cosa offre ExpressVPN sul suo sito web prima di una decisiva serata della fase a gironi. Non sarà affascinante, ma è decisamente pratico.
Il riscatto di Lukaku nel ruolo di super sub
Finora il torneo di Lukaku ha raccontato una storia tutta sua, e non è quella che ci si aspettava a maggio. È arrivato negli Stati Uniti dopo aver giocato appena un’ora in tutta la stagione con il Napoli a causa degli infortuni: il tecnico Rudi Garcia aveva apertamente ammesso che il belga non fosse pronto a partire titolare.
Eppure, contro l’Egitto, eccolo entrare in campo e, dopo meno di trenta secondi, provocare l’autogol che ha regalato un punto al Belgio. È il tipo di episodio che può non significare nulla oppure cambiare tutto e, con Lukaku, non si sa mai quale delle due opzioni sia quella giusta fino a mesi dopo.
Da allora il Belgio ha anche pareggiato 0-0 contro l’Iran, restando terzo nel Gruppo G con un’ultima partita contro la Nuova Zelanda da vincere obbligatoriamente.
De Bruyne, dal canto suo, ha mostrato lampi del suo talento — colpendo anche un palo contro l’Egitto — ma non ha ancora trovato il ritmo che i tifosi del Napoli sono abituati a vedere in Serie A. Due stelle ormai esperte, un ultimo Mondiale da condividere e una fase a gironi arrivata fino all’ultimo respiro.
McTominay, silenziosamente impeccabile
La campagna mondiale di McTominay ha fatto meno rumore dal punto di vista mediatico, ma sul campo è stata probabilmente ancora più impressionante.
La Scozia ha battuto Haiti nella gara inaugurale, conquistando la sua prima vittoria ai Mondiali dal 1990 — un dato che dice tutto sull’attesa di un intero Paese. McTominay ha colpito il palo nelle fasi iniziali di quella partita prima che John McGinn segnasse il gol decisivo.
Successivamente il percorso si è complicato. Prima una sconfitta di misura contro il Marocco, con un episodio dubbio in area proprio ai danni di McTominay, rimasto senza sanzioni; poi il pesante 0-3 contro il Brasile, trascinato da Vinícius, partita nella quale il centrocampista scozzese ha visto Alisson negargli un gol con una splendida parata su un colpo di testa nel finale.
La Scozia ha concluso il girone al terzo posto e ora attende con ansia di sapere se riuscirà a qualificarsi come una delle migliori terze. Un modo crudele per scoprire il proprio destino mondiale per un giocatore che ha disputato ogni minuto del torneo.
A Napoli la discussione non si è mai fermata
Naturalmente, a Castel Volturno continua a esserci una discussione parallela che non si è mai fermata soltanto perché quattro giocatori sono impegnati oltreoceano. Il Napoli, infatti, avrebbe già chiarito la propria posizione sul futuro di Lukaku, inviando un messaggio piuttosto netto al suo agente indipendentemente dalle prestazioni del belga negli Stati Uniti.
È stata una delle poche questioni realmente definite in un’estate altrimenti piuttosto incerta.
Olivera resta affidabile mentre incombe la Spagna
Il torneo di Olivera è stato il più costante, sebbene probabilmente il meno appariscente, tra i quattro.
L’Uruguay ha pareggiato 1-1 contro l’Arabia Saudita e 2-2 contro Capo Verde, ritrovandosi così nella necessità di ottenere un risultato concreto contro la Spagna nell’ultima partita del girone per evitare di dipendere dagli altri risultati.
Olivera non è stato il protagonista principale in nessuna delle due gare — i riflettori sono stati puntati soprattutto su Darwin Núñez e sul centrocampo uruguaiano — ma ha disputato entrambe da titolare, mostrando grande solidità difensiva. Per un terzino sinistro reduce da una stagione altalenante sotto la guida di Conte, non è affatto un dettaglio secondario in vista di una nuova era tecnica.
Un precampionato avvolto nell’incertezza
Ed è proprio questo il vero nodo della questione. Chiunque guiderà il Napoli nella prossima stagione erediterà una rosa che comprende un De Bruyne trentacinquenne, il cui futuro contrattuale resta tutt’altro che definito.
Esiste un argomento piuttosto convincente secondo cui la prima sfida di Allegri al Napoli, quella di convincere De Bruyne a restare, potrebbe rivelarsi più importante di qualsiasi esercitazione svolta a luglio in campo di allenamento.
De Laurentiis stesso avrebbe sostanzialmente lasciato la decisione sul futuro del belga al nuovo allenatore, evitando di prendere una decisione unilaterale. Un segnale evidente di quanto la situazione sia ancora aperta nonostante il Mondiale sia già entrato nel vivo.
Parlando di questioni irrisolte, anche la situazione di Allegri non ha fatto grandi passi avanti. L’accordo verbale esiste da settimane, ma l’ufficialità continua a slittare e alcune indiscrezioni parlano addirittura di una presentazione soltanto durante il ritiro di Dimaro, a metà luglio.
Di conseguenza, il precampionato del Napoli avrà probabilmente un volto insolito: un nuovo allenatore non ancora ufficialmente annunciato, quattro giocatori chiave che torneranno dagli Stati Uniti più tardi e inevitabilmente più affaticati degli altri, e una decisione ancora da prendere riguardo al giocatore tecnicamente più talentuoso — e anagraficamente più costoso — della rosa.
Non si tratta di una crisi, sia chiaro. Molti club devono gestire rientri tardivi dai tornei internazionali ogni quattro anni e il Napoli ha già affrontato estati molto più complicate.
Esiste però uno scenario in cui Allegri arriva a Dimaro con una rosa definita e un piano chiaro, e poi c’è quello verso cui il Napoli sembra realmente dirigersi: quattro giocatori esperti che rientrano in ritardo, affaticati dal jet lag e forse con qualche acciacco, proprio mentre il club sta ancora cercando di capire chi resterà e chi no.
Qualunque sia il destino mondiale di De Bruyne, Lukaku, McTominay e Olivera nei prossimi giorni, la discussione a Napoli è soltanto all’inizio.