L’ex dirigente del Napoli, Pierpaolo Marino, ha contestato in maniera piuttosto forte l’acquisto di Kevin De Bruyne. Nel corso de “I Bello del Calcio”, ha avvalorato la sua tesi spiegando la conseguente “decentralizzazione” di Scott McTominay dopo l’acquisto di un calciatore come lui, non nel pieno della sua carriera.
Marino critica l’acquisto di De Bruyne: “Un disturbo per Conte”
In questa stagione qualcosa non ha funzionato nello scacchiere del Napoli. Oltre agli infortuni, mister Conte non è riuscito a trovare soluzioni giuste ad alcune situazioni, di cui i Fab Four sono l‘idea tattica più criticata. Ma qual è stato il vero problema? Secondo Pierpaolo Marino, intervenuto a “Il Bello del Calcio” su Televomero, il fulcro del problema è Kevin De Bruyne:
“Io come dirigente penso soprattutto a non creare problemi al tecnico, magari un giovane al posto di McTominay ma non porto un giocatore 35enne come De Bruyne che deve giocare per il nome, e De Bruyne è stato un disturbo per Conte. Il problema è che la forza del Napoli dello scorso anno era il centrocampo, ma aggiungendo De Bruyne al posto di McTominay che è stato il miglior centrocampista in Europa crei un danno”.

Cosa andava fatto? Marino: “Dovevi prendere un giovane”
Stando all’analisi di Pierpaolo Marino, il Napoli avrebbe dovuto agire in maniera differente nella scorsa estate di calciomercato. Infatti, la priorità avrebbe dovuto essere l’acquisto di seconde linee per far rifiatare il centrocampo titolare, arricchendo il reparto con opzioni giovani e capaci di arricchire la rosa azzurra del futuro. Qui il suo commento al riguardo:
“De Bruyne poteva giocare solo nel ruolo di McTominay mentre servivano un vice-Anguissa ed un Lobotka, ma devi prendere un 22enne, non devi prendere un giocatore per il nome”.
