Juve indebitata ma prende Vlahovic: Atalanta e Napoli non si ribellano per un motivo

A Radio Punto Nuovo, nel corso di Punto Nuovo Sport Show, è intervenuto Vincenzo Imperatore, economista. Ecco quanto evidenziato:

I risparmiatori che hanno acquistato le azioni Juventus dovrebbero preoccuparsi, così come chi ha messo il titolo in borsa. Il proprietario, Exor e Agnelli, hanno messo questi 400 milioni per sanare i debiti. Il problema è chi non fa rispettare le regole. La Consob, che dovrebbe tutelare gli azionisti della Juve, dovrebbe chiedersi se quest’azienda che produce perdite ogni anno e che viene, fortunatamente, ricapitalizzata ogni anno, fino a quando può durare l’effetto di emissione di liquidità.

Non sono bazzecole queste cifre, non è una cosa da sostenere a lungo. In secondo luogo, è vero che ripianano la perdita e hanno fatto un tesoretto per acquistare Vlahovic, ma se l’anno prossimo la gestione è sempre questa e la Juventus dovesse non qualificarsi in Champions mantenendo questi costi, si farà un altro aumento di capitale? Quanto un titolo di un’azienda che deve essere ricapitalizzata ogni anno o quasi, è attrattiva per un risparmiatore?

Agnelli Juventus Plusvalenze
Agnelli Juventus

Il problema non è la Juve, ma di chi deve controllare la Juve: Consob e soprattutto quella pantomima che è il FairPlay finanziario. Loro stanno semplicemente osservando quanto il codice civile prevede: hanno fatto un aumento di capitale, parte di questo aumento di capitale copre le perdite e parte servirà per lo sviluppo dell’attività. Ma fino a quando puoi chiedere a questo proprietario di riproporre la stessa situazione? Questo bisognerebbe chiedersi. Causa mancanza totale di controllo più il fair play finanziario, la Juventus può fare quello che vuole. Se metto la macchina in divieto di sosta e il vigile non mi dice nulla, continuo a metterla.

La lobby del calcio è una forza di potere in cui starci è abbastanza delicato. Per cui chiudono gli occhi perché, è vero che Atalanta e Napoli hanno gestione di bilanci sani, ma è pur vero che insieme a loro discuti la partizioni dei diritti tv. Ad un tuo compagno di banco con cui fai accordi non ti viene voglia di fargli uno sgambetto. La denuncia contro i poteri forti in questo Paese è una vera chimera. Atalanta e Napoli non possono mettersi contro chi fa la voce più grossa nella spartizione dei diritti tv. Ci sono tanti conflitti di interesse. La figura di un procuratore, di un rappresentante di qualsiasi soggetto che vive in un business è prevista. Il problema è la regolamentazione, bisogna mettere dei tetti proprio a loro”.