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Le pagelle di Napoli-Milan: Insigne ritorna a casa, Koulibaly ingiocabile. Zielinski e Jorginho…


Reina 6: Tranquillo nella gestione del palleggio e in uscita, preciso su Suso e Bonaventura, i più insidiosi fino al novantesimo. Poteva di più, forse, sulla botta da fuori di Romagnoli nel finale.

Hysaj 6: Come ormai consuetudine nelle ultime uscite si divide sulle due corsie nell’arco dei novanta minuti. Preciso e accorto in marcatura, concede il minimo ai suoi dirimpettai. Si fa notare in percussione dove non fa mancare passo e sostanza.

Albiol 6,5: Concede a Kalinic uno stacco e poco altro. Solita precisione nella guida del reparto e nella gestione dei tempi d’intervento. L’unica sbavatura sul disimpegno che invita Romagnoli alla botta da fuori che vale il 2-1.

Koulibaly 7: Sontuoso, elegante e coriaceo allo stesso tempo, la superiorità e la naturalezza con cui domina gli avanti di Montella è la chiave della serata tutto sommato tranquilla dalle parti di Pepe Reina. Semplicemente ingiocabile. Solito punto di riferimento nel foraggiare la manovra, è l’azzurro che gestisce più palloni – 72 –  con una precisione che sfiora il 90% .

Mario Rui 6,5: Gamba, sfrontatezza, capacità di arare la fascia fino a quando i minuti a regime lo permettono. Con efficiacia ed eleganza. Convince anche alla seconda il portoghese, per nulla intimorito dall’estro dei diretti avversari, anzi. Difende bene e affonda, con continuità, alternando appoggi a stretto giro con falcate a cercare il fondo.

(dall 66′ Maggio 6: Tiene bene il campo e si attiene alle consegne.)

Allan 6,5: Dà tutto, o quasi, nella prima frazione di gara. Ovunque si affondi lo sguardo c’è traccia del brasiliano nella zona nevralgica del campo. Pressing asfissiante, reattività sulle seconde palle e via, pronto a ripartire. Provando la battuta a rete, perché no. Nella ripresa tira il fiato a targhe alterne, ma è ugualmente prezioso.

Jorginho 7: Qualcuno ne paventava una presunta mancata propensione al verticalizzare, uno spartito limitato al fraseggio nel breve. Lecito chiedersi se sappiano, realmente, chi sia il regista di Imbituba. In ogni caso il tracciante disegnato con il compasso che accompagna a rete Insigne in occasione del vantaggio è sicuramente un promemoria degno di nota, semplicemente meraviglioso.

Hamsik 5,5: Nel mezzo, nessun errore marchiano ma ancora troppo lontano dai suoi standard. Prova a proporsi ma senza quel quid che da sempre caratterizza capacità e incisività dello slovacco nella trequarti avversaria. Quasi come se la scintilla ancora non scoccasse. Presente, al solito, nel tessere la tela a metà campo, gestisce 62 palloni con una precisione dell’88%.

(Dal 70′ Zielinski 6,5: Tre minuti di tempo per spezzare un’inerzia che sembrava spostarsi pericolosamente in direzione rossonera. I tempi d’inserimento sull’invito di Mertens sono perfetti, così come la conclusione che di potenza si insacca beffarda tra le gambe di Donnarumma.)

Callejon 5,5: Contratto, poca traccia del Calleti devastante tra le linee. In fase di non possesso fa sempre il suo, ma in avanti manca il suo essere punto di riferimento, il famelico e spietato che è costante affanno e pericolo sull’out mancino avversario. Un solo spunto – gestito da Donnarumma – su solita combinazione a memoria con Insigne nella prima frazione di gara, poi poco altro. E senza brillare.

(dal 77′ Rog s.v.)

Mertens 6,5: Alla nona gara contro i rossoneri manca ancora il timbro del folletto belga, un dato che stride con i numeri mostruosi del 14 partenopeo. Su di lui il trittico difensivo di Montella fa buona guardia, ma appena si allarga sull’esterno è in grado di ispirarsi ed ispirare, scorge con la coda dell’occhio un tappeto rosso tutto da calcare per Zielinski e l’invito è conseguenza ovvia e altrettanto esaltante.

Insigne 7:
C’è chi il talento lo svilisce, lo ripone in panchina o lo impiega per un minutaggio al limite del ridicolo vanificandone ogni prerogativa fuori ruolo. C’è chi lo esalta e gli rende giustizia. A casa sua. Classe, intuito e rapidità d’esecuzione. Ovunque, che sia sull’out mancino o tra le linee. Freddo e puntuale a tu per tu con Donnarumma, un gol ma non solo, una sequenza di giocate a specchio dell’estro del classe 91′ di Frattamaggiore. Un giocatore al quale la vetrina Mondiale spetta di diritto.