shinystat spazio napoli calcio news Sarri: "Domani l'Europa si accorgerà del nostro tifo. Pressione su di loro, noi possiamo fargli girare i co*****i. Applicazione e intensità la ricetta per provarci"

Sarri: “Domani l’Europa si accorgerà del nostro tifo. Pressione su di loro, noi possiamo fargli girare i co*****i. Applicazione e intensità la ricetta per provarci”


Il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, ha parlato nella consueta conferenza stampa pre partita di Champions League.

Come è andato l’incontro con De Laurentiis? Che tipo di partita stai preparando?

“Siamo uniti per forza di cose in questo momento. L’incontro con il presidente non ne parlerei nemmeno, abbiamo parlato di cinema per 28 minuti su 30 dell’incontro: ho un paio di sceneggiature da proporgli. Abbiamo parlato di calcio solo per 30 secondi, di situazioni futuribili. Pressione? Deve essere tutta sul Real. È normale che il turno lo passino loro, non noi. Noi abbiamo il compito di metterli in difficoltà, abbiamo una tifoseria unica e domani l’Europa se ne accorgerà. Può darsi che gli faremo girare i coglioni, sebbene siano campioni del mondo”.

Serve un colpo di genio per battere il Real?

“Loro hanno tanta qualità, sia tecnica che fisica. La partita è difficilissima da questo punto di vista. L’aspetto più importante è quello della fase difensiva, cercare applicazione e sacrificio per concedere loro il meno possibile. Poi è chiaro che la loro grande qualità può comunque prevalere. In fase offensiva possiamo avere le nostre opportunità, ricordando che si parte comunque da due gol sotto. Abbiamo poche possibilità, ma ce le andiamo a giocare nella maniera giusta”.

Come sta Mertens?

“Dries sta bene, ha avuto solo dei crampi. Poi è chiaro che tutti son da valutare tra l’allenamento di oggi e quello di domani. Una serie di partite così importanti ravvicinate nessuno l’ha mai fatta. Non voglio far polemica, ma l’organizzazione del tabellone di Coppa Italia poteva essere diverso. Si dovrebbe permettere alle squadre italiane di esprimersi al meglio sullo scenario europeo”.

Ti aspetti la stessa partita di Roma?

“A Roma abbiamo fatto molto bene per 86 minuti, poi abbiamo sbagliato una rimessa dal fondo e da quel momento siamo andati nel panico. Anche a Torino nella ripresa ci siamo fatti travolgere dagli eventi della partita, dobbiamo essere più freddi e distaccati rispetto a quello che succede. La speranza è che questo tipo di partite diventino per noi abituali, ma su questo c’è da lavorare”.

All’andata il centrocampo vostro ha ballato molto. Hai pensato a qualcosa in particolare per ovviare ai problemi in quella zona del campo?

“Ho chiesto di giocare con uno in più (scherza Sarri)! La loro qualità tecnica così elevata rende difficile qualsiasi interpretazione difensiva. Mettere pressione ai calciatori del Real è anche abbastanza complicato, penso che l’unica soluzione è la collettività, avere intensità e applicazione feroce per coprire il più possibile la palla, consentendo loro di giocare il minor numero di palloni possibili”.

Sia con la Juve che con la Roma abbiamo apprezzato Rog. Potrebbe anche lui far parte di questo collettivo domani?

“Non lo so. Dipende molto da questi due allenamenti. Rog ha fatto un percorso, non conosceva la lingua, da dicembre ha cominciato a crescere e ora sta facendo benissimo. In questo momento è uno dei calciatori che vengono tenuti in considerazione anche per partire dall’inizio”.

Contro la Roma il Napoli ha perso qualche pallone sanguinante in zona pericolosa. È questo il tallone d’Achille della vostra squadra?

“Prima dell’86° la Roma non ci ha creato grossi rischi. Chiaro che uscire dalla pressione dei giallorossi comportava dei rischi, gli stessi che avremo domani: quando abbiamo una linea d’attacco come quella dell’Olimpico, non possiamo lanciare ma uscire con la palla a terra”.

Il Real è il club più ricco e vincente. Come pensi di fargli girare i coglioni?

“Loro sono abituati a giocare grandi partite anche in condizioni ambientali non semplici. La condizione ambientale deve servire a noi. Quello che conta è quello che si trasmette in campo, loro devono vedere nei nostri occhi il coraggio che avremo nell’affrontarli”.

 

 

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