Ventura in conferenza stampa: “Nel primo tempo siamo stati spettatori. Higuain? Un orso fa meno paura”

Giampiero Ventura, tecnico del Torino, è intervenuto in conferenza stampa commentando la sconfitta dei suoi contro il Napoli di Maurizio Sarri. Ecco quanto raccolto dalla nostra redazione: “La differenza stava nelle motivazioni, nel primo tempo non abbiamo giocato ed è un grande rammarico. Se perdi e giochi ok, ma se perdi e non giochi è un peccato, abbiamo assistito solo nei primi quarantacinque minuti. Nel secondo tempo abbiamo giocato con meno paura e non abbiamo concesso praticamente niente. Nel primo tempo abbiamo visto quindici passaggi consecutivi del Napoli, senza contrastare, senza fare la partita: un po’ la paura, un po’ altri motivi. Nel secondo tempo siamo andati spesso con l’uno contro uno, questa partita per i più giovani deve essere un insegnamento grandissimo. Higuain è un grandissimo calciatore, un orso fa meno paura. Con queste esperienze i giocatori crescono.  Nel calcio il timore non paga mai!

Abbiamo assistito senza partecipare, abbiamo fatto sì che il Napoli applicasse i suoi schemi, nella ripresa ripeto, c’è stato coraggio per scoprirsi ed osare qualcosa in più. I se e i ma lasciano il tempo che trovano: questi giocatori che hanno giocato saranno titolari, sono gli stessi che hanno segnato cinque gol venturaad Udine. Oggi c’era enfasi per la gara, al di là di motivazioni e qualità degli avversari, l’impatto non è stato buono. I giocatori, però, si sono resi conto della prestazione di oggi. Futuro? Comprammo Darmian dal Palermo, a volte giocava e a volte no, ma dopo quattro anni è andato al Manchester: ci ha messo quattro anni, ma ci è andato. Il Toro, almeno fino ad oggi, voleva vendere un pezzo pregiato all’anno e tenere gli altri. Dopo aver venduto Darmian ne abbiamo presi altri, di qualità: poi dipende dai giocatori, dal tempo che impiegheranno per crescere. Il nostro obiettivo non deve essere la parte sinistra della classifica, ma lottare ogni anno per l’Europa! Non siamo inferiori a chi lotta ogni anno per l’Europa, per storia, pubblico, società. Giocare in Europa significa o acquistare chi ha già esperienza o puntare a crescerli in casa. Penso ad Immobile che due anni fa fu capocannoniere dopo un inizio non facile, poi è esploso. C’è chi esplode in un anno e chi un quattro: sui giovani si ragiona così.

Questo è stato un anno drammatico e negativo: abbiamo affrontato di tutto, dagli infortuni ai pareggi a novantesimo, ai rigori sbagliati. Oggi prendiamo atto della sconfitta”.