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Gazzetta – Da Francini a Ghoulam: terzini scudetto? “Gli auguro di fare il gol decisivo…”


Da Giovanni Francini a Faouzi Ghoulam, il passo sembra più breve di quanto dica l’arco temporale. Quasi trent’anni sono passati da quelle ultime dieci giornate del campionato 1989/90 che consegnò al Napoli il suo secondo, storico, scudetto. Dieci partite nelle quali, oltre a Maradona e compagni, uno dei trascinatori in campo della compagine partenopea fu proprio Francini, autore di tre gol decisivi. Venticinque e passa anni dopo, il Napoli potrebbe aver trovato l’erede del nativo di Massa, in provincia di Carrara, proprio nell’algerino, protagonista della vittoria casalinga contro il Chievo sabato sera e motorino inesauribile da due stagioni della corsia mancina.

E’ proprio lo scudettato azzurro a esaltare la crescita del laterale partenopeo sulle colonne della Gazzetta dello Sport: “Quest’anno è cresciuto tanto.  Quando attacca è devastante ed esprime tutta la sua forza. Ha grande corsa ed un ottimo piede sinistro. Potrebbe fare qualche gol in più visto che è
dotato di un potente tiro da fuori. Io segnavo spesso perché andavo a saltare sui calci d’angolo, gli auguro di realizzare la rete decisiva per il titolo”.

GIOVANNI FRANCINI - Pagato 5,9 Miliardi di lire, uno dei migliori nel ruolo di terzino sinistro fluidificante arriva a Napoli nel pieno della sua maturazione calcistica, quando gli azzurri avevano appena conquistato il tricolore. In nazionale paga la concorrenza spietata di Cabrini che lo costringerà a brevi parentesi e nulla più. Con la maglia del Napoli vincerà scudetto, Coppa Uefa e Supercoppa Italiana, e andrà via soltanto nel '94 con 184 presenze e 10 gol a coronare una esaltante cavalcata all'ombra del Vesuvio.

L’analisi di Francini si sposta, successivamente, anche sull’importanza del lavoro sia tattico che mentale svolto da Maurizio Sarri nell’evoluzione del gioco dell’ex terzino del Saint Etienne: “Di sicuro molto anche se a me Ghoulam piace dalla prima volta che l’ho visto. Certo, Sarri difensivamente mi sembra lo abbia migliorato parecchio in una serie di piccoli dettagli che fanno la differenza”. 

Infine, la chiosa dell’intervento dell’ex calciatore del Napoli riguarda, inevitabilmente, il discorso scudetto: “Bisogna tenere duro, lo abbiamo fatto anche noi nel 1990 quando poi superammo il Milan. Il Napoli ha le carte in regola per lottare sino alla fine. Ha giocato bene tutto l’anno ed ha una chiara identità tattica. Certo, la Juve è fortissima ma dopo il Bayern avrà il derby. Io ho giocato nel Toro e, credetemi, non è una partita come le
altre”.