shinystat spazio napoli calcio news Thévenet appoggia Sarri: "Si vince coltivando speranza e fissando obiettivi"

Thévenet appoggia Sarri: “Si vince coltivando speranza e fissando obiettivi”


Dalla citazione di Maurizio Sarri, del cannibale Merckx e di Thévenet nelle vesti delle contendenti alla Serie A, alla risposta del ciclista francese, che quest’oggi attraverso le pagine del Corriere dello Sport ha virtualmente risposto all’allenatore del Napoli, che aveva paragonato la rincorsa della sua squadra alla Juventus come quella compiuta sulle strade del Tour De France nel 1975. “Seguo il campionato francese: sono tifoso di Lione e Saint Etienne, e sebbene siano rivali quando c’è il derby il mio cuore si divide a metà. In parte anche quello italiano ma mi appassionano le squadre blasonate come Juve, Milan e Napoli”.

Questo il cappelletto all’intervista del transalpino, che successivamente si focalizza all’elogio di Sarri, da sempre appassionato di due ruote: “Bisogna sempre fissarsi degli obiettivi e stilare una tabella di marcia per provare a raggiungerli giorno dopo giorno. Quando vinsi il Tour de France avevamo analizzato con la squadra che dopo i primi giorni, se fossimo giunti sui Pirenei con meno di tre minuti sarebbe stato possibile farcela. Aver centrato il primo obiettivo, arrivando con meno di due minuti e mezzo mi diede fiducia per il prosieguo”. 

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Così come per Thévenet, il primo passo per il Napoli di Sarri potrebbe essere stato quello di aver tenuto testa e contatto con la truppa bianconera, che negli ultimi tre campionato (complice una falsissima partenza ad inizio stagione) aveva rifilato a questo punto della stagione distacchi abissali e irraggiungibili. Infine, il ciclista, chiosa tirando così le somme: “Il seguito fu proseguire a testa bassa, dando il massimo ad ogni tappa. Nel ciclismo, come nel calcio, è una questione di attimi che dividono vittoria e sconfitta. Una traversa ed un palo possono costare punti pesanti: il segreto è provare a mantenere sempre alta la concentrazione e non perdere i dettagli sui quali si è lavorato. Anche quello più piccolo può fare la differenza”. Un monito per la compagine azzurra a guardare con fiducia e convinzione alle prossime dieci, restanti, gare.