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Indecisioni e insicurezza. Troppi affanni, il peggiore in campo per SpazioNapoli è…


Incertezza e difficoltà, timori e dilemmi. La sosta come porto a cui affidarsi alla ricerca di equilibri se non definitivi, almeno rincuoranti. Il pareggio casalingo contro la Sampdoria, dopo una prima frazione di gara chiusa con due reti di vantaggio, rappresenta una mezza sconfitta difficile da metabolizzare.

Manovra azzurra negli ultimi venti metri che risente di un Callejon non ancora sugli scudi, lontano dal rendimento che ha incantato fin dal suo approdo dal Real Madrid. Tanto movimento senza palla, continua la ricerca della profondità, ma incisività nell’area di rigore abitata da Silvestre e compagni vicina a rasentare lo zero. Difficile la tenuta a metà campo dove Valdifiori molla gli ormeggi troppo presto e David Lopez non riesce a garantire alcunché in nessun momento di gioco, ininfluente quando c’è da attaccare, impalpabile in fase di filtro. Ancora da registrare Hysaj sulla sinistra, spesso a disagio, fino a costringere Sarri, tutt’altro che impeccabile nella gestione dei cambi, a sostituirlo con Ghoulam, con l’algerino che non è riuscito a ribaltare l’inerzia ormai cementata sulla fascia sinistra.

Una gara, compromessa nei primi dieci minuti della ripresa, che però resta influenzata dal rendimento insufficiente del giocatore chiamato a guidare la retroguardia. Raul Albiol è il peggiore in campo della sfida di stasera. Un primo tempo convincente, deciso sugli sporadici attacchi di Eder e Muriel. Copione radicalmente stravolto ad inizio secondo tempo, troppo ingenuo ad intervenire – il rigore resta dubbio – sul colombiano causando il rigore del momentaneo 2-1. Imbarazzante quando viene messo a sedere dall’italobrasiliano portato in Serie A da Corioni in occasione del definitivo pari. Due errori che spostano l’asticella della partita del pretoriano di Rafa Benitez verso l’insicurezza, l’indecisione. Caratteristiche che non possono in alcun modo contraddistinguere la prestazione dell’uomo chiamato a dettare i tempi di una difesa che ad oggi è tutta da rivedere. A Sarri, coadiuvato dalla sosta per le Nazionali, l’arduo compito.

Edoardo Brancaccio