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Da Milano a Torino passando per l’Europa, l’ondata di discriminazione territoriale nei confronti di Napoli ed i napoletani non intende placarsi

Viene da domandarsi: perché? Perché il pensiero di Inter, Juventus, Milan ed affini è costantemente rivolto a Napoli ed ai napoletani? Perché, anche in una stupenda notte di Champions League, invece di godersi uno spettacolare match contro un’avversaria di lusso, uno stadio gremito, tantissimi campioni in campo ed un’emozionante musichetta si spendono energie fisiche, mentali e materiali per rinnovare il proprio odio contro il popolo partenopeo? La risposta è davvero complessa per essere fornita e forse, per conoscere la verità, bisognerebbe solo interpellare i diretti interessati. Eppure, è stato solo l’ultimo caso dell’ennesima vergogna alla quale hanno assistito, come sempre da lontano, i napoletani.

Se, come hanno detto in molti “lo sfottò nel calcio è sempre esistito”, seppur sia obbligatoria una giusta e dovuta distinzione tra un coro che schernisce in senso lato gli avversari ed uno che offende un’intera popolazione inneggiandone persino alla morte, è paradossale ed assurdo che lo stesso si rinnovi persino in assenza del soggetto preso di mira. Odio gratuito, insomma. Due esempi su tutti: Celtic-Inter, Europa League, giovedì 19 febbraio. Ecco che, in diretta tv, si ascoltano i soliti cori dei tifosi nerazzurri all’indirizzo di Napoli e dei napoletani, ovviamente neanche compresi dai supporter biancoverdi. Una vera e profonda vergogna che ha fatto il giro del Mondo, sotto i riflettori di tutta Europa. Come se non bastasse, arriviamo a ieri. Torino, match di Champions League tra Juventus e Borussia Dortmund. Agli occhi dei tifosi della Vecchia Signora, la squadra tedesca si è macchiata di due colpe: la prima, avere tra le proprie fila il napoletanissimo Ciro Immobile, la seconda ed ancor più grave, avere una spiccata simpatia per il Napoli ed i suoi tifosi. Ed ecco, che insieme ai cori arriva persino lo striscione accusatorio, antisportivo, gravissimo, che fa nuovamente il giro d’Europa scatenando ancora le più profonde ire e la grande indignazione di un popolo che, anche in questo caso, non ha fatto nulla per essere chiamato gratuitamente in causa.

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Il perché di tanta stupidità e pochezza sportiva e culturale non riuscirò mai a spiegarlo. Ormai non si tratta solo di calcio ma di una piaga sociale ben radicata nel nostro Paese e che non intende ridimensionarsi, aiutata a prendere piede anche nelle decisioni mai decise e preponderanti delle Istituzioni e di una Figc che ha sempre prestato il fianco a questi scempi, facendo spesso anche orecchio da mercante o con una mano poco pesante del Giudice Sportivo. Dove andremo a finire ugualmente non è dato saperlo: fatto sta che Napoli ed il Napoli non merita assolutamente questo trattamento. La squadra di Higuain dimostrerà come sempre il suo valore sul campo, la sua passione ed il suo amore per i colori azzurri sugli spalti, pensando unicamente al proprio percorso ed all’innato senso di inferiorità e di invidia che le altre tifoserie provano nei riguardi di una delle città più belle del Mondo e di un club che sa costantemente vincere e rialzarsi nonostante le difficoltà, sostenuta incondizionatamente dall’amore di chi la ama dal profondo.

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Alessia Bartiromo
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