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Dai fischi agli applausi, la bella storia di Walter Gargano


Corre, scatta, recupera palloni anche se qualche volta li perde, quando può tira e si fa rispettare in campo: questo è Walter Gargano, calciatore uruguaiano che ha vissuto una storia un po’ particolare con la maglia azzurra. Arrivato dal nulla nel 2007 insieme a talenti come Hamsik e Lavezzi, è cresciuto tantissimo sotto l’ala guida di Edy Reya che lo ha trasformato in un centrocampista combattente anche se poco ordinato in campo. Giocatore che ha sempre diviso il San Paolo, ha vinto un trofeo con il Napoli prima di lasciare la piazza azzurra e volare in prestito a Milano, sponda neroazzurra, dove ha giurato amore all’Inter.  La sua avventura nella sua squadra del cuore però è durata solo un anno, girato poi in prestito al Parma dove ha disputato una buona stagione. Quest’estate Gargano è tornato alla base e Benitez ha voluto dargli un’opportunità, probabilmente colpito dalla sua tenacia e dall’aggressività che mette in campo e su ogni pallone.

L’accoglienza. Non è stato facile però per Walter tornare al San Paolo perchè i tifosi non lo hanno accolto bene: fischi e cori di disapprovazione per questo ritorno che nessuno avrebbe voluto a causa delle parole dette dall’uruguaiano durante la sua presentazione all’Inter. Ai tifosi partenopei infatti, non è piaciuto l’amore profondo dichiarato per quella maglia da Gargano e hanno fatto fatica ad accettarlo di nuovo. Ma il centrocampista non si è perso d’animo e ha dimostrato in campo ciò che probabilmente con mille parole non sarebbe riuscito a dire, facendo ricredere i tifosi napoletani che si sono resi conto che Walter poteva aiutare la propria squadra del cuore. L’inizio di stagione non è stato semplice per il Napoli, poco motivato anche a causa dei pessimi risultati arrivati, ma Gargano è stato l’unico giocatore a metterci sempre tanto cuore in campo e su ogni pallone, lottando più di tutti e inviando un forte segnale a Benitez e al pubblico, rimasto sorpreso dalla grande forza che quel ragazzo, alto appena 168 centimetri, aveva in corpo. In un momento così difficile attraversato dalla squadra azzurra, l’uomo spogliatoio è proprio Walter Gargano che ieri in campo al “Mapei Stadium” contro il Sassuolo, ha abbracciato i suoi compagni e ha tenuto un discorso importante, incitandoli e trasmettendogli la sua grinta.

L’acquisto più importante. Nessuno si sarebbe aspettato che Gargano avesse potuto convincere Benitez e restare a Napoli, e tutti non vedevano l’ora che Bigon gli trovasse una sistemazione e lo mandasse in prestito in qualche altra squadra. Eppure l’uruguayano si è rivelato l’acquisto più importante e decisivo di questa campagna estiva che ha lasciato perplessi i tifosi.  Ci si aspettavano giocatori di prestigio, i cosiddetti top player che avrebbero avuto l’arduo compito di trasformare il Napoli in una big e di fargli fare quel famoso salto si qualità mai riuscito alla squadra di De Laurentis. Invece è arrivato, o per meglio dire tornato Gargano, sottovalutato e mal visto da chi ha saputo solo criticarlo e condannarlo per il suo disordine in campo e per i palloni persi durante una partita, senza tener presente di quelli che invece riusciva a recuperare e soprattutto della grinta che il centrocampista ha sempre messo in ogni match. Con il passare del tempo Gargano è riuscito a riconquistare il “San Paolo” ed è riuscito a trasformare i fischi in applausi, lui che è di poche parole ma di tanti fatti e che, ora come ora, sembra essere l’anima di questo Napoli.

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