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Profili azzurri: Josè Luis Vidigal


Un leone in gabbia arrivato nel peggiore dei momenti, ecco chi era Josè Vidigal, portoghese di adozione e angolano di nascita, un centrocampista rude, roccioso, spesso al di sopra delle righe, ma in grado di fare da diga e talvolta in grado di dare valore alla sua esuberanza fisica attraverso inserimenti irruenti capaci di far crollare le mura avversarie. Questo fu sulla carta il calciatore, purtroppo non corrisposta la realtà dei fatti che parla di un calciatore investito da una serie di infortuni che lo hanno frenato in maniera determinante proprio nei momenti clou della sua carriera, quando era necessario farsi trovare pronto e quando la storia chiedeva una risposta concreta. Arrivato in azzurro a seguito di una richiesta specifica del boemo Zeman appena sedutosi sulla panchina azzurra, Josè avrebbe dovuto formare sin da subito assieme con Jankulosky, Matuzalem e Pecchia il poker di centrocampisti calato sul tavolo del campionato di Serie A appena conquistato grazie alle gesta del duo Novellino-Schwoch.

fls_blobsDopo nemmeno un mese dall’inizio del campionato, nemmeno il tempo di carburare, che il portoghese si infortuna con la sua nazionale contro l’Olanda e dice addio alla maglia rossoverde e anche a quella azzurra, dovendo affrontare una lunga degenza a causa di una lesione ai legamenti del ginocchio che in pratica lo condannarono a stare fuori per l’intera stagione. Nel frattempo sul Napoli si era abbattuto l’uragano della disgrazia, riportando la squadra in serie B dopo un campionato maledetto e sfortunato, ma che vide come al solito come protagonista una pessima programmazione ed una preoccupante inefficacia per ciò che riguarda la gestione di un ambiente così delicato come quello napoletano. Vidigal rimase in azzurro e si impose come obiettivo primario quello di ritornare ad alti livelli, riportare il Napoli dove gli competeva e riconquistare la nazionale perduta per colpa dello sciagurato infortunio proprio durante una gara con il Portogallo,  ma il processo di recupero fu lento e contraddistinto da ostacoli che rimandarono spesso il pieno reintegro in squadra. Finalmente uno spiraglio di luce cominciò ad affacciarsi sul destino di questo calciatore, quando segna il pari contro il Palermo nel dicembre 2001, quasi un segnale del suo pieno recupero fisico e emotivo, nonostante il quale non riuscirà mai realmente ad imporsi in squadra come un leader, un condottiero, un indomito spirito in grado di portare per mano la squadra.

La colpa, probabilmente, è da attribuirsi alla sua scarsa predisposizione alla gestione della sua esuberanza, che troppo spesso lo ha portato a saltare le gare per squalifica, talvolta a causa di espulsioni ingiustificate, frutto di una inefficienza nel trattenere la rabbia sportiva che in altri frangenti si tramuta in grinta, in forza d’urto dirompente in grado di spingere il cuore oltre l’ostacolo. Invece per Vidigal quella forza nervosa era necessariamente da trasformare in falli più o meno duri, in alcuni episodi evitabili con un approccio tattico più saggio (altra pecca viddel portoghese), in altri semplicemente con un po’ più di sagacia calcistica. Nel 2004, con il Napoli ancora in B, passa al Livorno, dove vi ritornerà ancora dopo l’esperienza in prestito all’Udinese, chiudendo così la parentesi italiana con tanti punti interrogativi  e poche certezze, se non quelle di un calciatore ancora tecnicamente acerbo, ma che ha anche avuto la sfortuna di militare in azzurro proprio quando la barca colava a picco e i compagni di squadra con cui scendeva in campo non davano talvolta quella necessaria sicurezza che aiuta a credere nei propri mezzi.

86 presenze ed otto reti con la maglia del Napoli, è’ indubbiamente da sottolineare la verve che Vidigal non risparmiava mai quando scendeva in campo, sputava sudore e sangue nonostante i risultati gli hanno troppo spesso dato torto. Resta la figura di un centrocampista su cui si sarebbe dovuto lavorare con una certa accuratezza che in quegli anni mancava dannatamente in società, fin’anche nello staff partenopeo, ma che forse avrebbe restituito un calciatore più completo, testato e pronto per dimostrare a tutti quanto sia importante lavorare per migliorarsi.

Di seguito il video della vittoria degli azzurri contro il Palermo nel dicembre 2001, dove si può ammirare la rete del momentaneo pari di Vidigal: