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Peggior calciatore 2013, al secondo posto Bruno Uvini


Tempi di bilanci in casa Napoli, e tempi anche del secondo classificato nei tre peggiori calciatori del 2013. Il terzo posto della classifica è stato occupato dal colombiano Pablo Armero, detentore della media di valutazione più bassa. Tuttavia per stabilire il secondo classificato, occorre attenersi a criteri che si distaccano, seppur in parte, dalla sterile valutazione di ogni singola prestazione. Il percorso condotto dal Napoli durante il 2013 è stato un percorso per molti versi esaltante e la rosa azzurra, nonostante qualche intoppo, si è mostrata competitiva e all’altezza dei primi posti, ormai stabilmente occupati. Insomma, analizzare, e punire, l’annata non perfetta dei vari Maggio, Britos, Cannavaro, Inler o per certi versi anche dello stesso Lorenzo Insigne (Che non centra il goal in campionato da otto mesi ormai)  appare lezioso, quasi screditante nei confronti di quanto fatto dagli azzurri nell’anno appena scivolato via.

Il secondo posto se lo aggiudica Bruno Uvini, in forza al Napoli da più di una stagione, ormai, ma quasi una sorta di “elemento non identificato” per la tifoseria partenopea. Difensore centrale dall’imponente stazza fisica, Uvini arriva in Italia nell’estate del 2012 dal club brasiliano San Paolo. Nonostante la giovane età, è un classe ’91, quella di Uvini non è la prima esperienza in Europa. Durante il mercato invernale dello stesso anno, infatti, il Tottenham si aggiudicò (seppur in prestito) le prestazioni del brasiliano che, tuttavia, non indossò mai la maglia degli Spurs ritornando a Giugno in Brasile con un nulla di fatto. L’approdo a Napoli sembra essere la vera svolta per il calciatore, che viene presentato come uno dei più grandi talenti emergenti sudamericani. Voci di corridoio dopo il suo arrivo dicono che il ragazzo sia un vero e proprio portento. Abile nel gioco aereo altrettanto palla a piede, molto attento nelle marcature, con un tempismo eccezionale negli anticipi. Eppure qualcosa non va. Dopo una sola presenza in campo con gli azzurri, in occasione della partita di Europa League contro il PSV, e qualche presenza con la primavera, Uvini viene ceduto in prestito al Siena. Neanche in Toscana, in una piazza con meno pressione e più spazio per i giovani, il brasiliano riesce a farsi notare ritornando a fine prestito a Napoli con zero presenze all’attivo. Nella stagione ancora in corso Uvini, fin qui, ha collezionato una sola presenza contro il Catania. In occasione di quella partita Uvini è apparso impacciato, quasi timoroso, escludendosi completamente dal gioco azzurro e limitandosi a portare a termine la sua partita. Atteggiamento nato probabilmente dall’ingresso a freddo e non preventivato del calciatore entrato in corso d’opera per sopperire all’infortunato Mesto. Tuttavia questo non giustifica l’anonimo percorso portato avanti dal brasiliano fin a questo momento. Sebbene la giovane età sia un fattore importante vi è comunque da sottolineare come Uvini, ormai ventiduenne , abbia la stessa età di Lorenzo Insigne (limitandoci a guardare in casa Napoli), il quale con la sua personalità è divenuto un perno fondamentale della squadra azzurra. Oltretutto mister Benitez sembra essere molto attento a quella che è la causa giovani. Dal suo arrivo a Napoli l’allenatore ha dedicato molta attenzione e lavoro ai giovani presenti in rosa e alla primavera di Saurini. L’impego quasi nullo, allora, di Uvini fa storcere il naso. Sebbene un vero e proprio giudizio tecnico non possa essere espresso (due partite in due anni non bastano) ci si interroga su quale sia il vero potenziale di un calciatore pagato quasi 4 milioni di euro e tesserato fino al 2017. Il Secondo posto nella classifica dei tre peggiori del 2013 di Uvini, quindi,  vale soprattutto una considerazione: Sebbene la tecnica sia un carattere che si acquisisce nel tempo e con la maturità, il talento invece è innato. E come un ordigno esplode e non ti permette di rimanere seduto in panchina collezionando due presenze in due anni. Con la speranza, per il bene del calciatore e soprattutto del Napoli, che questo ordigno prima o poi esploda.

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