shinystat spazio napoli calcio news Addio a Helmut Haller, pioniere tedesco di un calcio che non c'è più

Addio a Helmut Haller, pioniere tedesco di un calcio che non c’è più


Estremo saluto dall’Italia calcistica ad Helmut Haller, da un popolo che lo ha amato ed apprezzato come artefice di un calcio fisico e strutturato sulla tecnica di base, fautore dell’apertura all’avvento nel calcio della colonia tedesca che ha poi portato diversi campioni a calcare i campi di gioco italici. E’ stato uno degli eroi della finale dei Mondiali giocata a Wembley nel’66, persa contro l’Inghilterra. In Italia ha militato prima nel Bologna e poi nella Juventus dove ha vinto due scudetti. Ecco il ricordo biografico raccontato da “Il Mattino” nell’edizione in edicola oggi: “Ad annunciare la sua scomparsa è stato il sito internet del Bologna, la squadra che lo portò in Italia nel 1962 e con cui vinse il suo primo scudetto nel 1964. È morto ad Augsburg, in Germania, Helmut Haller: aveva 73 anni. Sei anni fa aveva avuto un attacco cardiaco da cui non si era più ripreso. «Il mondo del calcio – si legge nel sito del club felsineo – perde uno dei suoi campioni più rappresentativi». La talentuosa mezzala bavarese in Italia vinse tre scudetti, uno con il Bologna (in sei stagioni) e due con la Juventus (in cinque campionati)”.

“Era stato direttamente il mitico presidente bolognese Dall’Ara ad andarlo ad acquistare in Germania nel 1962: voleva costruire una grande squadra e Haller era il calciatore giusto. In Germania era oramai una certezza; cresciuto nella squadra della sua città, l’Augsburg, aveva appena concluso i mondiali in Cile, i primi dei tre che avrebbe poi giocato con la Germania Ovest. Quell’anno la sua Germania venne battuta ai quarti dalla Jugoslavia, nel 1966 raggiunse la finale in Inghilterra dove Haller andò in gol per 6 volte e segnò la rete d’apertura della partita con l’Inghilterra che terminò poi con la sconfitta della Germania. Nel 1970, in Messico, era in panchina durante la mitica partita con l’Italia persa 4-3 dai tedeschi.
Nel Bologna il suo allenatore era Fulvio Bernardini che lo considerava il miglior giocatore del campionato dopo Rivera. Dopo una buona prima stagione, il Bologna arriva quarto e Haller segna 8 reti, ecco il campionato 1963-64 quello dello storico scudetto. La formazione è di grande qualità con altri campioni del calibro di Nielsen, Pascutti, Bulgarelli, Perani, Janich. È il torneo che vede il lungo duello con l’Inter di Herrera con il quale il Bologna termina a pari punti. E poi vince 2-0 nello spareggio dell’Olimpico. Delle stagioni bolognesi di Haller, i tifosi del Napoli ricordano la partita del 26 settembre 1965, nella stagione del ritorno in A degli azzurri, con la vittoria per 1-0 grazie ad un bellissimo gol di Altafini. Ebbene, in quella partita il portiere partenopeo Bandoni parò un rigore proprio ad Haller. Nella stagione 1968-69 il passaggio alla Juventus, in via di rinnovamento, che offre ben 400 milioni al Bologna. Con i bianconeri arrivano due scudetti consecutivi nel 1971/72 e 1982/73 e la finale in Coppa dei Campioni contro l’Ajax. Nel 1973 Haller tornò nell’Augsburg, quindi si ritirò nel 1979”.

Spazionapoli.it si unisce al cordoglio per la scomparsa di un simbolo di un calcio profondamente lontano di cui spesso si sente la mancanza.