Un uomo, una storia: Salvatore Carmando

Un uomo, una storia: Salvatore Carmando

All'indomani del venticinquesimo anniversario del primo scudetto del Napoli, ci sembra doveroso rendere omaggio ad un uomo che ha significato tanto per le sorti dello spogliatoio azzurro per tanti anni. Umiltà, dedizione per il proprio lavoro, smisurata simpatia che lo hanno reso agli occhi di tutti il simbolo di un storia d'amore e di pallone che è durato dal 1974 al 2009, dai tempi bui degli anni di sofferenza, alle vittorie con Maradona, con il quale ha stretto un legame particolare. Diego usava spesso baciargli la testa come gesto scaramantico, e fu voluto proprio dal Pibe De Oro come massaggiatore ufficiale della nazionale argentina nel 1986 in Messico divenuta poi campione del mondo e nel 1994 negli USA. Fu anche massaggiatore della nazionale italiana di calcio ai mondiali del 1990 giocati in Italia. Famosi erano i suoi caffè post-allenamento, che preparava con la classica caffettiera napoletana, oppure, in occasione di un compleanno di qualche giocatore azzurro, era dedito far esplodere mortaretti, i classici "tric trac" da ultimo dell'anno. Tante battute, gavettoni, strigliate ai più giovani e grinta da vendere. E' spesso ricordato anche come l'artefice dell''episodio di Alemao a Bergamo, il quale, colpito alla testa da una monetina dai tifosi dell'Atalanta, venne invitato da Carmando a restare a terra proprio mentre il brasiliano aveva accennato l'intenzione di rialzarsi. E il Napoli vinse a tavolino. Carmando, però, non ha mai confermato che la vicenda andò proprio così. A questo episodio è anche legata una battuta rivoltagli dal premier Silvio Berlusconi nell'occasione di un premio che gli conferì nel 2006 a Napoli. "Complimenti", disse "E' lei che ha detto buttati giù a quel lo là. Mi ha fregato uno scudetto!" Ha lasciato forse con qualche rimpianto di troppo e qualche gratificazione di meno, ma sempre  in punta di piedi, in sintonia con il suo modo di fare sempre pacato, mai fuori dalle righe. E' lui l'uomo che ha fatto da collante tra il mondo dorato e osannato dei calciatori ed il popolo dei tifosi, riponendo nella sua umanità e naturalezza lo spirito semplice ed umile di un personaggio che ha nascosto dietro ogni suo gesto il bene comune di vedere esauditi i desideri di vittoria di un gruppo. Ci sono uomini che non vivono di gratificazioni pubbliche, ma che si nutrono di piccole attenzione facendone ragione d'orgoglio, petto gonfio e animo candido. 

Ecco un video-tributo per lo storico massaggiatore azzurro:

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