Bologna-Napoli: Careca racconta quella partita di 22 anni fa

Bologna-Napoli: Careca racconta quella partita di 22 anni fa

Antônio de Oliveira Filho, detto Careca: icona del calcio degli anni ’80-’90, uno dei primi "attaccanti moderni" approdati in Italia, capace di coniugare la rapidità di esecuzione, l'ottima tecnica, il senso del gol, insito nel dna dei centravanti brasiliani, o meglio sud-americani, con una naturale predisposizione alla partecipazione della manovra offensiva unitamente ad un buon senso della posizione nel giocare sul filo del fuorigioco.

Il secondo scudetto del Napoli, conseguito nel 1990, passa anche per i suoi gol, in particolare determinante fu quello che siglò a Bologna, in una domenica d’aprile che è ancora ben scalfita nella mente e nei cuori azzurri.

 «Lo stadio era tutto azzurro, forse erano in ventimila.racconta lo stesso Careca, alla vigilia di un Bologna – Napoli che potrebbe decretare l’ennesimo verdetto importante per il Napoli -  I tifosi di casa sembrava che non ci fossero. E io feci un gol bellissimo, proprio sotto la curva dove c’erano tutti napoletani. Forse uno dei più belli che ho realizzato in Italia. Di sicuro il più importante insieme a quelli segnati in Coppa Uefa contro il Bayern e lo Stoccarda. Mi girai in area, nessuno si aspettava che calciassi, invece lo feci. Una botta incredibile e imparabile. Uno spettacolo indimenticabile. Vincemmo 4-2 e il Milan perse a Verona Al Bologna, contro il Milan, la settimana prima avevano negato un gol valido e i tifosi rossoblù erano ancora arrabbiati con gli arbitri. Non trovammo un bel clima. Ma noi dominammo dal primo all’ultimo secondo: Maradona era in forma smagliante, credo che avesse perso almeno 10 chili negli ultimi tre mesi. Quel giorno ci cucimmo lo scudetto sulle maglie. Dalla radio ci arrivavano notizie incredibili e dagli spalti ci gridavano: ”campioni, campioni”. Un momento che attendevo da tre anni, da quando avevo detto sì a Diego e al Napoli."

Poi, con un balzo lungo 22 anni, si giunge alla partita di domani.

A Bologna è previsto un analogo assedio di tifosi azzurri, anche domani: “Beh, non sarà la stessa cosa. In palio allora c’era lo scudetto, quest’anno il terzo posto e il ritorno in Champions League. Però la cosa più importante è che la passione della gente di Napoli è rimasta la stessa di allora. E i tifosi azzurri sono capaci di dare alla squadra una marcia in più. Il Napoli è favorito, non credo che questo Bologna possa fermare la marcia degli azzurri. Il terzo posto è un bel traguardo. Ancor più importante perché sarebbe la conferma del risultato della passata stagione. E comunque non penso che Udinese, Lazio e Inter possano dare fastidio agli azzurri.”

Careca Vs Cavani: Mi auguro per lui e per il Napoli che mi raggiunga alla svelta nella classifica dei bomber del Napoli. L’ho visto in azione lo scorso anno contro la Lazio, mi ha fatto una grande impressione. Ha l’entusiasmo e la forza tipica degli attaccanti sudamericani. È il degno erede dei grandi bomber dell’Uruguay. E’ veloce, tecnicamente ben dotato e ha un gran fiuto del gol. Tre doti che fanno di un attaccante un campione.”

La possibile partenza di Lavezzi:  È un giocatore importante. Come Hamsik e Cavani. Nel progetto azzurro è una delle pedine fondamentali. Spero che cambi idea e resti lì. Anche io qualche volta, soprattutto a fine stagione, pensavo di lasciare Napoli, poi mi lasciavo travolgere dall’entusiasmo e dalla passione dei tifosi e cambiavo idea. Quello che conta è che se decide di rimanere lo faccia ritrovando entusiasmo e gioia di indossare la maglia azzurra.”

20 maggio: Juventus-Napoli: “Le finali sono partite speciali, hanno una vita propria. Se uno guarda la classifica di serie A e i 20 punti di differenza pensa che non ci sia storia: ma il Napoli può vincere e tornare ad alzare una Coppa come non succede da tanto, troppo tempo. Auguro al Napoli di tornare a vincere il prima possibile qualcosa di importante. Non lo dico per la società, perché non conosco nessuno, ma per i suoi tifosi che sono una meraviglia: grazie ai napoletani mi sembrava di vivere ancora in Brasile.”

FONTE: IL MATTINO

LUCIANA ESPOSITO

 

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