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Vicenda calcio-scommesse: per non perdere il filo…


La vicenda calcio-scommesse sta assumendo, di volta in volta e sempre più, i tratti di una vera e propria soap-opera, dove i protagonisti non sono attori, ma calciatori. E Una volta spenta la telecamera non si ritorna alla vita reale, non basta accendere il televisore per scoprirne il proseguo, ma piuttosto bisogna aspettare l’esito del prossimo interrogatorio anziché l’esito delle indagini.

Così, per non perdere il filo, è opportuno tracciare un sommario di quanto finora recitato dai protagonisti.

 Le rivelazioni-bomba di Gervasoni –  Carlo Geravsoni, il giocatore del Piacenza arrestato nell’ambito dell’inchiesta ad opera della Procura di Cremona, davanti al Pm Roberto di Martino, ha ripercorso tutte le partite nella cui manipolazione ha avuto un ruolo, oltre a quelle già note. La  sua confessione ha fornito ulteriori nomi, circostanze a quelli già finora note.

Gervasoni ha narrato come nel 2009 il gruppo degli Zingari di cui era portavoce Gegic, dopo aver manipolato molte partite di calcio in Svizzera, abbia intrapreso in modo sistematico contatti con giocatori italiani, grazie anche all’aiuto di Bressan (molto legato a Gegic), come da tale rapporto, che ha coinvolto decine di giocatori, sia conseguita l’alterazione di molti risultati di serie B e di alcuni di Serie A e Coppa Italia. Ha, inoltre, rivelato che il gruppo degli slavi voleva rilevare una società. Tra i nomi delle squadre ipoteticamente ‘acquistabili’  in relazione alle loro condizioni finanziarie precarie, vi erano Como e Grosseto.

Nell’ambito della sua testimonianza, sono emerse però alcune contraddizioni. Ad esempio Gervasoni ha dichiarato un coinvolgimento del centrocampista della Lazio Stefano Mauri, smentito invece da Zamperini
L’inchiesta, insomma, nel corso del suo sviluppo, sta sempre più delineando e smascherando l’organizzazione che ha dato luogo allo scandalo delle scommesse: a Singapore risiedeva il cuore dell’organizzazione, da lì proveniva il denaro per la combine e veniva portato in Italia da emissari asiatici. Che il gruppo di Singapore non fosse una società commerciale, ma un’organizzazione dedita a promuovere la manipolazione di partite in Europa realizzando ingenti e illeciti guadagni emerge dall’insieme dell’ordinanza di custodia ed in particolare dalle conversazioni telefoniche, dalle accertate presenze-lampo negli alberghi e negli scali italiani degli uomini di Singapore e dalle dichiarazioni confessorie del singaporiano Perumal Wilson, rese all’Autorità finlandese che hanno consentito di leggere e ricostruire i vari livelli e passaggi dell’ attività di corruzione dei giocatori e delle varie attività volte all’alterazione dei risultati. La Procura di Cremona intende fare un’iscrizione generalizzata della quarantina di calciatori e di alcuni dirigenti chiamati in causa dal giocatore del Piacenza.

Stando alle rivelazioni dello stesso calciatore, era, invece, compito degli intermediari reclutare i giocatori e convincerli a prestare collaborazione offrendogli denaro contante. Da quanto emerso finora, quest’ultimo era il ruolo ricoperto dallo stesso Carlo Gervasoni.

Intanto anche la giustizia sportiva con il procuratore Stefano Palazzi si è mobilitata per accertare se siano stati compiuti illeciti. In tal caso, entro l’estate dovrebbero arrivare altre penalizzazioni e squalifiche.

 

Le reazioni di Garilli e Narciso – L’amministratore unico del Piacenza, Fabrizio Garilli, in un’intervista rilasciata al sito internet della Stampa, commenta le rivelazioni dell’ex Gervasoni e ne approfitta per rimarcare l’estraneità della società ai fatti riportati dallo stesso ex tesserato del Piacenza.

Garilli ha infatti dichiarato di essere amareggiato e sorpreso per il coinvolgimento della sua squadra: “Quando entravo negli spogliatoio Gervasoni lo guardavo dritto negli occhi, non posso dimenticare la sua espressione. Mi sembrava a posto. Se ripasso mentalmente tutte le partite che ho visto, su Gervasoni non ho nulla da dire. Probabilmente io sono uno di quei presidenti tonti che non analizzano le cose. Da quello che so, tutto quello che hanno combinato è stato fatto ai danni del Piacenza. Sono cornuto, mazziato e contento“.

Alta tensione, invece, a Grosseto, dopo le ultime rivelazioni da parte di Gervasoni che tirano in ballo anche il portiere del Grosseto Antonio Narciso. Quest’ultimo ha avuto un pesante screzio con alcuni tifosi durante l’ultimo allenamento della squadra allenata da Fabio Viviani. Narciso, il cui nome è comparso un paio di volte in una presunta combine quando  giocava con l’Albinoleffe, nella stagione 2009, si è avvicinato alla rete di recinzione  del campo di allenamento del Grosseto ed ha inveito contro i tifosi dopo essere stato insultato da un gruppo di ultras. Il giocatore è stato calmato e portato negli spogliatoi dai compagni di squadra. 
Durante l’allenamento i tifosi hanno poi esposto uno striscione con scritto “Carobbio delinquente”, riferendosi alla presunta frode sportiva che l’allora giocatore del Grosseto avrebbe organizzato in occasione di Grosseto-Reggina del 23 maggio 2010.

Domiciliari accordati a Santon e ZamperiniIl Gip di Cremona Guido Salvini, ha concesso gli arresti domiciliari all’ex calciatore Luigi Sartor, il quale non potra’ muoversi dalla sua abitazione di Parma e potra’ comunicare solo con i familiari piu’ stretti.

Sartor per gli inquirenti sarebbe il contabile del gruppo dei bolognesi capeggiato da Beppe Signori e ritenuto l’anello di congiunzione con il gruppo di Singapore che avrebbe gestito tutte le scommesse in Italia e all’estero. A rafforzare questa convinzione vi sono una serie di movimentazioni di denaro ”significative” emersa dalle indagini.
Inoltre Salvini riscontra un nesso tra l’invio a Sartor di oltre 300.000 euro (in data 1/3/2011) e le partite Inter-Lecce, Benevento-Pisa e Brescia-Lecce che sarebbero state manipolate dal gruppo di Bologna (Signori e i suoi commercialisti Bruni e Giannone) dopo incontri con Erodiani ( gestore di sale scommesse) e con il coinvolgimento dell’ex capitano del Bari Antonio Bellavista, per poter garantire agli ‘asiatici’ che avrebbero potuto finanziare in sicurezza l’operazione investendo appunto 300.000 euro.

A queste conclusioni conducono anche le dichiarazioni degli altri indagati del gruppo dei ‘Bolognesi.

Sono anche emersi dei “conti cifrati” elvetici riconducibili a Signori e a Sartor che delineano l’ipotesi di riciclaggio di denaro attraverso un Istituto di Credito svizzero.

Durante l’interrogatorio, Sartor ha ammesso di avere avuto rapporti con il gruppo di Singapore per finalità lecite legate al calcio, affermando di essere stato introdotto a partire dal 2010 in Cina da tale Burini, (personaggio del quale non è stato precisato il nome proprio), perchè, in un primo momento, voleva ricominciare a giocare in quel Paese asiatico. La cosa non andò in porto, perciò Sartor in Cina si dedicò ad altre attività. L’ex calciatore venne contattato dal gruppo di Singapore intenzionato ad acquistare una squadra italiana, non di serie A, a poco prezzo. Sartor svolse la funzione di intermediario, cercò i contatti e, nell’ambito di questa attività lecita, giustificò l’incontro all’aeroporto di Malpensa del 26 febbraio 2011 con i cinesi. Conferma di averli accompagnati a Bologna, da Beppe Signori, sempre nella veste di procacciatore d’affari. Per quanto riguarda il conto cifrato in Svizzera, Sartor non ha avuto difficoltà a fornire la sua versione, ovviamente diversa da quella prospettata dall’accusa, sostenendo, cioè, che su quel conto transitavano i soldi che i cinesi mettevano a disposizione per pagare i giocatori allo scopo di truccare le partite.La versione di Sartor, al di là della credibilità che è tutta da dimostrare – ha commentato il Pm Di Martino – mi è stata comunque utile perchè descrive il quadro dei rapporti con il gruppo di Singapore“.
Il 31 dicembre ha lasciato il carcere anche Alessandro Zamperini, ex giocatore di serie B.  “A seguito delle dichiarazioni confessori –– scrive il Gip Salvini nell’ordinanza – si sono ridimensionate le esigenze cautelari relative alla genuina acquisizione della prova poiché si è avuta conferma della sussistenza degli episodi di frode sportiva di maggior rilievo, con particolare riferimento al fallito episodio di corruzione del giocatore Farina e al tentativo, a quanto sembra appena abbozzato, di corrompere giocatori del Modena, sempre per conto di Almir Gegic e del gruppo degli zingari. Tuttavia appare ancora necessario un approfondimento del comportamento dell’indagato, quantomeno in relazione alla sua presenza a Lecce in occasione di un ulteriore tentativo di manipolazione“.

Non ci resta che attendere di scoprire nuovi ed eventuali altri scenari che potranno esserci prospettati nel corso della prossima puntata.

Luciana Esposito

 

 

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