Matteo Politano si avvicina a un nuovo traguardo storico nel Napoli: a Como può superare Bruno Gramaglia e raggiungere il 14° posto nella classifica all-time per presenze azzurre con 274 gare disputate.
Politano e la risalita: da esubero all’Inter a pilastro di Conte
Il percorso di Politano in maglia azzurra racconta una trasformazione radicale. Arrivò il 28 gennaio 2020 in prestito biennale dall’Inter, con obbligo di riscatto a 19 milioni di euro. L’esordio avvenne il 3 febbraio nella vittoria 4-2 a Marassi contro la Sampdoria, ma nessuno avrebbe immaginato allora che questa sarebbe diventata una storia di sei anni e mezzo di presenza costante. Ceduto da Antonio Conte all’Inter anni prima, lo stesso tecnico lo ha poi rivalutato completamente trasformandolo in un elemento fondamentale del progetto tattico azzurro.
Con Conte in panchina il cambio è stato evidente. L’allenatore salentino ha certificato più volte la crescita dell’esterno: “Politano l’ho ritrovato molto più maturo sotto tutti i punti di vista: della voglia, dell’abnegazione, tatticamente e per sacrificio”. Nella stagione 2024-25 ha chiuso con 3 gol e 5 assist in 39 presenze, contribuendo al quarto scudetto della storia partenopea. Il 23 settembre 2025 ha rinnovato il contratto fino al 2028, segnale della fiducia reciproca consolidata nel tempo.
Numeri da protagonista: due scudetti e una Supercoppa
In Serie A Politano vanta 355 gare con 54 gol e 46 assist. Il palmares parla da solo: due Scudetti (2023 e 2025), una Coppa Italia e la Supercoppa italiana conquistata il 22 dicembre 2025 contro il Bologna. Questi numeri non sono casuali. Riflettono una longevità rara nel calcio moderno, dove gli esterni cambiano squadra frequentemente o vengono relegati in panchina quando l’allenatore cambia idea tattica.
Quale significato ha il raggiungimento del 14° posto nella storia azzurra? Non è una cifra simbolica per Politano, ma la conferma di una continuità che pochi giocatori mantengono nel tempo. Superare Gramaglia significa entrare in una categoria di giocatori che hanno davvero segnato l’identità del club, non solo per prestazioni isolate ma per anni di contributi costanti.
Il prossimo obiettivo: la sfida con Di Lorenzo
A Como inizia una nuova sequenza di sorpassi. Gramaglia è il prossimo bersaglio, seguito da Paolo Cannavaro nel giro di settimane. Ma l’orizzonte più affascinante è quello della Top 10, dove Giovanni Di Lorenzo domina con 302 presenze. La sfida interna con il capitano azzurro diventa la vera misura della longevità di Politano. Con il contratto fino al 2028, il 14° posto è solo una tappa intermedia di un cammino che potrebbe portarlo a competere con i nomi storici del Napoli: Maggio, Koulibaly, Ferrara.
La gara di Como rappresenta il momento in cui Politano continua a scrivere una storia personale che si intreccia con quella del Napoli moderno. Ogni partita aggiunge presenze a un contatore che racconta sacrificio, adattamento tattico e lealtà a un progetto che lo ha rivalutato dopo anni di incertezze. La scalata nella classifica all-time non è un’ossessione, ma la naturale conseguenza di una scelta precisa: restare e crescere con la squadra.
