Romelu Lukaku rinvia ancora il rientro a Napoli: secondo il Corriere dello Sport, l’attaccante belga non sarà a Castel Volturno nemmeno la prossima settimana, prolungando l’assenza dal 31 marzo.
Lukaku: l’ileopsoas diventa pretesto di rottura
Il belga sostiene di smaltire un problema muscolare in Belgio, ma la versione ufficiale del club è ben diversa. Il Napoli ha già comunicato che Lukaku non ha risposto alla convocazione del 31 marzo e si riserva provvedimenti disciplinari. Uno slittamento ulteriore del rientro non farebbe che peggiorare la frattura già evidente tra il giocatore e la società di De Laurentiis.
La dinamica è cristallina: Lukaku sceglie di stare lontano dalla squadra durante la sosta internazionale, ignora due convocazioni ufficiali, e ora prolunga i tempi. Non è una questione di recupero fisico gestito diversamente. È una scelta di campo che il Napoli legge come un atto di insubordinazione.

De Laurentiis e il limite della pazienza: cosa accadrà
Quale sarà la reazione del club? Il comunicato del 31 marzo lascia spazi ampi per sanzioni disciplinari e allontanamento dal gruppo. Se Lukaku non si presenta nemmeno la prossima settimana, il Napoli potrebbe procedere con provvedimenti concreti: multa, esclusione dagli allenamenti collettivi, o messa fuori rosa fino alla cessione.
La situazione non è più gestibile con diplomazia. Lukaku ha rifiutato di tornare quando convocato, ha preferito il Belgio alla preparazione atletica con il resto della squadra, e continua a rimandare. Ogni giorno di assenza alimenta la tensione e riduce le opzioni di risoluzione pacifica.
Il Napoli cercherà una soluzione di mercato, ma difficilmente accetterà il rientro di Lukaku in gruppo senza una chiara sottomissione alle regole. L’attaccante, intanto, gioca una partita rischiosa: prolungare l’assenza potrebbe convincere il club a cederlo rapidamente, ma anche a farlo a condizioni meno vantaggiose. Il rientro di Lukaku a Napoli rimane sospeso, e la frattura con la società non accenna a cicatrizzarsi.
