Dodò torna nei radar del Napoli mentre la Fiorentina lo tiene in stallo: il terzino brasiliano rappresenta un’opzione concreta per la fascia destra, con i viola fermi a 15 milioni di richiesta. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.
Dodò, il nodo economico con la Fiorentina
La distanza tra domanda e offerta è netta e non accenna a ridursi. La Fiorentina chiede 15 milioni di euro per il brasiliano, cifra che il Napoli non intende raggiungere, specialmente dopo un inizio di stagione dove non ha avuto spazio. Dodò guadagna circa due milioni netti annui a Firenze e un eventuale trasferimento comporterebbe un aumento dell’ingaggio, fattore che rientra comunque nei parametri economici della società partenopea.
Il problema rimane il prezzo del cartellino: con pochi mesi di contratto rimasti, il costo non è sceso quanto il Napoli auspicava. Anche Nottingham, Newcastle e Olympiakos hanno manifestato interesse, ma nessuno ha convinto la Fiorentina a rivedere la valutazione.
Favasuli ha convinto: ora si cerca il post Di Lorenzo
L’arrivo di Favasuli ha dimostrato che il Napoli può intervenire sulla destra con profili duttili e versatili. Il giovane può giocare più alto sulla corsia, ma anche spostarsi a sinistra, ricoprendo così un ruolo di difensore polivalente a costi moderati.
Questo ha spinto la dirigenza a riconsiderare il post Di Lorenzo per il futuro prossimo: il terzino azzurro si avvicina ai 34 anni e una soluzione strutturata sulla fascia diventa prioritaria. Dodò, con i suoi 28 anni, rappresenterebbe un investimento più equilibrato. La prospettiva tattica del Napoli è chiara: disporre di una destra solida e competitiva per le prossime stagioni.

Quale futuro per Dodò al Napoli?
Il Napoli osserva e aspetta. La dirigenza partenopea prende coscienza delle proprie necessità per gennaio e l’estate, ma non accelera su operazioni che richiederebbero esborsi superiori alla sua politica di contenimento. Se lo stallo con la Fiorentina dovesse protrarsi e il brasiliano rimanesse ai margini della squadra viola, le dinamiche potrebbero cambiare.
Gli azzurri ora sono ad un bivio: attendere la scadenza a giugno oppure cercare già di chiudere il colpo a gennaio, anticipando anche la concorrenza.