Hojlund: “Napoli è la scelta giusta, Cristiano Ronaldo il mio modello”

Rasmus Hojlund sceglie Napoli senza esitazioni quando gli viene chiesto il club preferito. L’attaccante danese del Napoli racconta la sua carriera e svela i segreti della sua mentalità vincente in un’intervista ai canali ufficiali della federazione danese.

Hojlund e il percorso dal Horsholm al Napoli: le radici danesi

Il cammino calcistico dell’attaccante inizia al Horsholm, dove suo padre lo allena per anni spingendolo verso questa strada. Successivamente passa al Brondby per tre o quattro stagioni prima di approdare al Copenhagen, dove esordisce da professionista in prima squadra. Le fondamenta gettate in Danimarca rimangono solide anche dopo il trasferimento internazionale.

La chiamata della Nazionale arriva in modo sorprendente. Dopo poche partite all’Atalanta, che lo aveva acquisito, il commissario tecnico lo contatta improvvisamente per le sfide di Nations League contro Croazia e Francia. Hojlund descrive quel momento come surreale: trovarsi compagno di squadra di Christian Eriksen e dei suoi più grandi idoli rappresenta un’esperienza entusiasmante che cambia la prospettiva sul calcio professionistico.

Il Maradona tra gli stadi più belli e la scelta del Napoli

“Qual’è lo stadio più bello in cui hai giocato? Ne ho provati molti fantastici, non lo so. Probabilmente è Old Trafford o lo stadio Maradona, dove gioco attualmente. San Siro è figo, anche lo stadio del Bayern Monaco. Cosa provo se vengo espulso? Non ho ancora mai preso un rosso, quindi non lo so. Ma penso che se ricevi un rosso sia fastidioso e che si provi un po’ di dolore, senti la responsabilità. Non sai una bella sensazione”.

In quale club preferisco giocare? Napoli! Che differenze ci sono tra l’allenamento con il Napoli e quello con la Danimarca? C’è una grande differenza. Ci sono vantaggi e svantaggi in entrambi i casi. A Napoli c’è anche la barriera linguistica, noi parliamo in italiano quando ci alleniamo e poi fa molto caldo in Italia, una cosa che qui non c’è. Poi c’è l’aspetto tattico e tutto il resto che cambia tra i vari allenatori, è diverso. Ma direi che queste sono le differenze più significative”.

Cristiano Ronaldo come idolo e il sogno di un trofeo con la Danimarca

Cosa sarei stato se non fossi diventato un calciatore? Forse un muratore, come mio padre. La maglietta più bella che ho ricevuto in uno scambio? Ne ho una di Cristiano Ronaldo, ma l’ho presa tramite un compagno di squadra. Se te ne devo dire altre ti dico Toni Kroos e Luka Modric”.

Il mio idolo? Cristiano Ronaldo! Mi piace la sua mentalità, è fantastico. Mi piacerebbe vincere qualcosa con la Danimarca, che si tratti degli Europei, dei Mondiali o della Nations League. Vorrei sollevare un trofeo con la Danimarca”.

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