Amin Rrahmani abbandona la nazionale del Kosovo dopo dieci anni e sette da capitano, accusando la federazione di incompetenza e attacchi coordinati contro di lui.
Rrahmani e il Kosovo: addio ufficiale con un attacco durissimo
Il difensore del Napoli ha annunciato il ritiro dalla rappresentativa kosovara attraverso i propri canali social, con un comunicato che non lascia spazi a interpretazioni. La decisione arriva dopo anni di conflitti interni e mancanza di risposte concrete alle sue preoccupazioni. Rrahmani non tornerà in nazionale finché la FFK rimarrà sotto la guida attuale.
Nel testo pubblicato, il calciatore descrive una situazione deteriorata nel tempo. “Dopo 10 anni nella Nazionale, di cui 7 da capitano, vi comunico che non farò più parte della Nazionale del Kosovo finché la FFK sarà guidata dalle persone attualmente al comando”, scrive. Gli elementi che lo hanno spinto alla scelta includono continui contrasti con la dirigenza federale e l’assenza di competenze gestionali adeguate.
Gli attacchi e la perdita di fiducia nel Kosovo
Rrahmani sottolinea di aver subito attacchi coordinati per oltre due anni da parte di coloro che avrebbero dovuto supportarlo. La frustrazione emerge chiaramente dalle sue parole: “E cosa ho ricevuto in cambio? Attacchi continui e coordinati per più di due anni da parte di coloro che avrebbero dovuto difenderci”. Il capitano ritiene che la giustizia farà il suo corso in futuro, ma nel presente ha scelto di proteggere la propria integrità.
La priorità dichiarata dal difensore è preservare i suoi valori personali e professionali: “Questa decisione nasce dalla necessità di preservare la mia integrità come capitano e come calciatore professionista, ma soprattutto i miei valori come persona”, conclude nel comunicato. Non si tratta di una decisione impulsiva, bensì della conseguenza di anni di frustrazioni accumulate all’interno dell’organizzazione calcistica kosovara.
Il ritiro dalla nazionale del Kosovo rappresenta un capitolo definitivo nella carriera internazionale di Rrahmani. Il difensore del Napoli ha deciso di chiudere una parentesi lunga un decennio, privilegiando la serenità personale rispetto agli impegni con la federazione. Il suo futuro calcistico rimane legato al club azzurro, mentre la situazione con la nazionale kosovara non vedrà sviluppi finché non cambieranno gli equilibri dirigenziali.