Il Napoli celebra cent’anni di storia attraverso il cinema. Filmauro ha avviato le riprese del film sul Centenario azzurro, un progetto che intreccia la memoria calcistica con le storie di una famiglia napoletana.
Film Centenario Napoli: la regia di Massimiliano Pacifico
La pellicola nasce da un’idea di Aurelio De Laurentiis e rappresenta un’operazione culturale insolita per il calcio italiano. Il soggetto è firmato da Mimmo Carratelli e Maurizio De Giovanni, mentre la sceneggiatura porta la firma di De Giovanni con la collaborazione di Massimiliano Pacifico, che dirige il progetto. Non si tratta di una celebrazione celebrativa tradizionale, ma di un racconto che guarda ai volti e alle ferite della città prima ancora che alle statistiche.
La vicenda ruota attorno a un’inaugurazione speciale: l’apertura del Bar dello Sport, che culmina con una grande partita del Napoli. In questo spazio collettivo, il Professore — interpretato da Gino Rivieccio — rievoca cent’anni di storia del club tra caffè, commenti e attesa. Il film si muove consapevolmente tra sogni condivisi e ferite irrisolte, come se il tifo fosse insieme festa, eredità e conto aperto con il passato della città.
Napoli nel film: storia e riconciliazione
Accanto al Professore ruotano altre vicende che disegnano il Napoli contemporaneo. Daniele, interpretato da Antonio Orefice, insegue il mestiere di match analyst, una professione nuova fatta di numeri e sguardi sul campo. Caterina, con Susy Del Giudice, prova a ricucire il rapporto tra Eugenio — Giovanni Esposito, proprietario del locale — e suo padre. Il bar diventa teatro non solo del tifo collettivo, ma anche di una riconciliazione familiare che specchia le tensioni irrisolte della comunità.
Questo approccio narrativo trasforma la celebrazione del Centenario Napoli in qualcosa di più profondo: un documento cinematografico che dialoga con la memoria emotiva della città piuttosto che con gli albi d’oro. La scelta di Filmauro come produttore garantisce una qualità produttiva e un’esperienza di regia che eleva il progetto oltre la dimensione puramente commemorativa, fissando nella pellicola il legame indissolubile tra il club e la sua gente.