De Bruyne al Napoli, un anno dopo: il grande inizio, l’infortunio contro l’Inter e la rinascita

Kevin De Bruyne al Napoli ha vissuto tutto nel giro di dodici mesi: un inizio da sogno, un infortunio devastante contro l’Inter, quattro mesi di riabilitazione in Belgio e un ritorno in campo nel finale di stagione. Ora è al Mondiale 2026 con il Belgio, pienamente recuperato. La stagione del Centenario con Allegri la affronta da capo.

Un inizio da manuale

Da luglio a ottobre 2025, De Bruyne aveva dimostrato perché il Napoli avesse puntato tutto su di lui. Qualità tecnica fuori scala, assist e inserimenti, la capacità di leggere il gioco prima degli altri. I tifosi del Napoli avevano capito subito che si trattava di un giocatore diverso da tutto quello che avevano visto negli ultimi anni.

Poi è arrivato il 25 ottobre 2025.

Napoli-Inter: il rigore e la caduta

La partita contro l’Inter sembrava un momento di ulteriore conferma. De Bruyne si presenta dal dischetto, segna, porta il Napoli in vantaggio. Poi, nello stesso movimento del tiro, qualcosa si rompe. Si accascia quasi in lacrime, esce dal campo. Diagnosi: lesione di alto grado del bicipite femorale della coscia destra, con necessità di intervento chirurgico.

Era già stato operato nella stessa zona anni prima. Quando si è saputa la gravità, la paura era quella di perdere un giocatore della sua età per una parte significativa della stagione, forse definitivamente. “Ho avuto paura,” ha detto lui stesso mesi dopo, a Mondiale iniziato.

Quattro mesi fuori: 30 partite saltate

La riabilitazione si è svolta in Belgio. De Bruyne ha saltato circa 30 partite tra Serie A, Coppa Italia e gare con la nazionale belga. Il Napoli ha dovuto cavarsela senza il suo giocatore più creativo nel periodo centrale della stagione, quello che in genere decide le classifiche.

Il rientro è arrivato a inizio marzo 2026. Un rientro cauto, gestito partita per partita, senza forzare. A fine stagione il bilancio recitava 5 gol e 4 assist in 21 presenze — numeri che raccontano da soli quanto tempo sia stato perso.

Il Mondiale e il futuro

A luglio 2026 De Bruyne è al Mondiale negli USA con il Belgio. Ha già giocato contro l’Egitto (85 minuti, 1-1), senza limitazioni. “Non ho avuto alcuna ricaduta, sono pronto,” ha detto prima del torneo. La macchina funziona.

Il futuro al Napoli, invece, è meno scontato di quanto sembri. De Bruyne ha ammesso di non sapere se il Napoli sarà il suo ultimo club. Ha espresso soddisfazione per il cambio in panchina (Conte fuori, Allegri dentro), ma non si è sbilanciato oltre.

Cosa aspettarsi con Allegri

Allegri lo vuole mezzala nel suo 4-3-3. È un ruolo che De Bruyne conosce bene: libertà di movimento, inserimenti, licenza di tirare da fuori. Con Lobotka da regista e Anguissa a fare il lavoro sporco, De Bruyne può giocare senza pensieri difensivi. Il modello è quello del City di Guardiola, trasportato in una squadra italiana.

La domanda vera è una sola: starà bene per tutta la stagione? L’infortunio di ottobre 2025 ha dimostrato quanto basti poco per perdere mesi. A 35 anni, il Napoli deve gestirlo con attenzione, senza portarlo al limite in ogni partita. Allegri lo sa: ha già lavorato con giocatori di quella fascia d’età al Juve e sa che il calendario va calibrato.

Se resta in salute, la stagione del Centenario con De Bruyne mezzala e Lobotka regista è una delle combinazioni di centrocampo più interessanti della Serie A. Se l’anno scorso era un esperimento, questo è il capitolo vero.

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