Napoli in mano agli USA, parla Rizzetta: il super piano di Underdog Global Partners

Underdog Global Partners punta a trasformare il Napoli in una potenza multi-sport: Matt Rizzetta, fondatore del fondo statunitense, ha confermato i colloqui concreti con Aurelio De Laurentiis per un progetto che unisce calcio e basket.

Rizzetta e il Napoli: dalla visione al progetto concreto

L’idea di investire nel club azzurro nasce dopo l’acquisizione del Napoli Basket. Rizzetta ha spiegato nel podcast Bloomberg “Business of Soccer” come la visione si sia evoluta:

“Mentirei se dicessi che questa era la nostra visione fin dal primo giorno. Dopo aver acquistato il Napoli Basket è diventato evidente che esisteva un’opportunità molto più grande”.

Il fondo americano non cercava semplicemente una squadra di calcio, bensì la creazione di un ecosistema sportivo integrato capace di competere con i principali brand europei. Madrid, Manchester United, Barcellona e Bayern Monaco rappresentano il modello: tutte piattaforme multi-sport fra le più redditizie al mondo.

Rizzetta ha sottolineato la singolarità di Napoli: una città con 4 milioni di abitanti dove il calcio domina senza rivali locali. A differenza di Madrid, Londra o Milano, dove coesistono più squadre, il Napoli gode di una fedeltà assoluta. Questo vantaggio competitivo unito a una comunità internazionale massiccia—Napoli è la quinta città più popolosa di napoletani al mondo, con comunità significative a San Paolo, Buenos Aires e Toronto—crea un potenziale commerciale enorme.

De Laurentiis e la questione dell’eredità

La vendita non dipende dai numeri, ma dalla lealtà. Rizzetta ha rivelato che i dialoghi con De Laurentiis si sono concentrati sull’eredità piuttosto che sulla valutazione economica.“Ho una responsabilità verso i 100 milioni di napoletani in tutto il mondo, la maggior parte dei quali sono sostenitori del Napoli e tifosi del Napoli”, avrebbe detto De Laurentiis.

Il patron ha costruito il club dal fallimento nel 2004 fino a trasformarlo in uno dei 30 brand calcistici più preziosi, un contendente costante alla Champions League. Non cederà il club a chiunque massimizzi il ritorno finanziario a breve termine.

Rizzetta ha accettato questa logica e ha posizionato se stesso come custode della tradizione.

Ho sentito una grande responsabilità nel dimostrare che sono motivato e posso portare questo club nel futuro, onorando la tradizione e l’eredità che lui ha costruito, ma aggiungendo innovazione e attrattiva internazionale”.

I colloqui sono stati costruttivi ma rimangono delicati: il fondo americano deve convincere De Laurentiis che la crescita internazionale del brand non compromette l’identità storica del Napoli.

Lo stadio Maradona e l’infrastruttura sportiva

Un elemento centrale del progetto riguarda gli investimenti strutturali. Rizzetta ha anticipato interventi significativi sullo stadio, sulle infrastrutture e sulla modernizzazione complessiva dell’impianto. L’arena del Napoli Basket in costruzione rappresenta il primo tassello; lo stadio Maradona costituirebbe il secondo. Questo doppio investimento creerebbe un polo sportivo integrato senza precedenti in Italia, con strutture adatte sia al calcio che al basket professionistico.

La strategia commerciale è chiara: elevare il valore del brand attraverso una piattaforma diversificata. Se il calcio rimane il prodotto principale, il basket fornisce ricavi aggiuntivi, eventi complementari e una comunità di supporter parallela. L’innovazione infrastrutturale attrae sponsor internazionali e partnerships premium.

Lo status delle trattative: nulla di definitivo

Rizzetta ha mantenuto cautela sulla fase attuale.

“Le conversazioni si sono evolute e materializzate e si sono trasformate in qualcosa di più serio, ma ovviamente non posso parlarne troppo”.

Non ha confermato una data per una possibile acquisizione né ha rivelato valutazioni economiche. Ha solo ribadito che il dialogo con De Laurentiis prosegue su basi costruttive, con entrambe le parti motivate a trovare una soluzione che onori il passato del club e ne assicuri il futuro.

La visione di Underdog Global Partners per il Napoli rimane ambiziosa: trasformarlo da club di Serie A in una potenza multi-sport europea entro 5-10 anni. Se le trattative con De Laurentiis dovessero concludersi positivamente, il calciomercato Napoli e gli investimenti strutturali entrerebbero in una fase completamente nuova, con risorse e strategie commerciali senza precedenti nella storia recente del club.

Gestione cookie