Un ciclo comunicato anni fa, che ha portato alla vittoria dello scudetto con Spalletti prima e Conte poi, volge al termine. Il Napoli si appresta a salutare diversi senatori, protagonisti di queste annate che resteranno per sempre nella storia del club partenopeo. Tanti addi, ma anche alcune conferme per porre le basi del prossimo ciclo azzurro.
Napoli: cinque partenze per chiudere il ciclo dei senatori
Meret, Lobotka, Anguissa, Juan Jesus ed Elmas verso l’addio: il Napoli prepara una rivoluzione strutturale con soli tre pilastri confermati. La società azzurra ha deciso di spezzare il legame con i leader della vecchia guardia. Il portiere friulano, il centrocampista slovacco, il camerunese, il difensore brasiliano e l’esterno macedone rappresentavano l’ossatura del progetto precedente. Ora devono fare spazio a una nuova generazione.
Non è una semplice rotazione tattica, ma una demolizione e ricostruzione consapevole. Secondo Repubblica, Di Lorenzo, Rrahmani e Politano resteranno. Questa scelta comporta rischi evidenti. I tifosi avevano investito fiducia nel mercato estivo, con innesti che promettevano solidità. Invece arriva l’annuncio opposto: chi credevi titolare se ne andrà. La comunicazione dovrà essere limpida, perché il danno reputazionale di una promessa tradita è maggiore di una sconfitta in campo.

Ricomincio da tre: le scelte di Conte
Solo tre elementi mantengono la continuità con il passato prossimo. Il capitano terzino, il difensore albanese e l’ala destra formano il minimo sindacale per non azzerare completamente l’identità squadra. Non è una conferma di fiducia assoluta, ma un ancoraggio logistico. Su questa base ridotta bisogna costruire una formazione competitiva per i vertici europei.
Quale è il rischio concreto di questa strategia? Che il mercato non consenta di trovare rimpiazzi all’altezza. Meret, Lobotka e Anguissa non sono giocatori comuni: sostituirli con profili equivalenti richiede budget significativi e tempistiche lunghe. La finestra estiva potrebbe non bastare se le trattative si trascinano oltre giugno.
