Romelu Lukaku non può restare a Napoli. Pierpaolo Marino, ex direttore generale degli azzurri, ha scelto parole durissime per il centravanti belga, definendo il suo comportamento un esempio di anti-professionismo che rende la cessione inevitabile nel calciomercato estivo.
Lukaku il comportamento scorretto: la rottura con Napoli
Il riferimento è preciso: il calciatore si è curato in Belgio senza seguire le indicazioni della società , che lo voleva a disposizione a Castel Volturno. Una scelta che ha creato attrito diretto con la gestione tecnica e organizzativa del club partenopeo. Marino non ha usato mezzi termini nel giudicare questa decisione durante un’intervista a SportItalia. L’ex dirigente ha sottolineato come questa condotta sia incompatibile con gli standard professionali richiesti da una piazza importante come Napoli, dove la disciplina e l’adesione ai protocolli della società sono fondamentali:
“Romelu Lukaku non può restare a Napoli, deve andare via dopo quello che ha fatto. Quello del belga è stato un esempio di anti-professionismo”.

De Bruyne: il tempo ha dato ragione a Marino
Sulla stessa lunghezza d’onda il giudizio di Marino su Kevin De Bruyne. “Io penso che abbia creato solo dei problemi ad Antonio Conte”, ha dichiarato l’ex dirigente, aggiungendo che “il tempo è galantuomo”. Marino aveva avvertito da tempo che l’ex Manchester City avrebbe incontrato difficoltà nel capoluogo campano, un’analisi che gli eventi successivi hanno confermato pienamente.
Il dirigente ha scelto di non approfondire ulteriormente l’argomento De Bruyne, affermando di aver già parlato troppo della questione. Ma il messaggio è cristallino: chi ha lungimiranza sapeva che certi nomi, per quanto blasonati nel curriculum, non avrebbero garantito automaticamente rendimento e armonia tattica all’interno del progetto Napoli.
La realtà del campo, secondo Marino, ha dimostrato come la qualità individuale non sia sufficiente senza integrazione vera con il sistema di gioco.
