Amir Rrahmani torna in campo e il Napoli cambia volto difensivo: due partite da titolare, altrettanti clean sheet, e una squadra che riscopre la solidità dopo settimane di sbandamenti. L’assenza del centrale kosovaro aveva lasciato il segno profondo sulla retroguardia azzurra, ma ora il suo rientro sembra aver restituito la solidità perdura.
Rrahmani decisivo a Como: rientro fondamentale
A Como, il difensore si è imposto come protagonista assoluto. Per lui sdue interventi decisivi che hanno impedito il gol del vantaggio ai lariani, entrambi su Douvikas. Non è ruggine quella che Rrahmani ha portato in campo dopo oltre due mesi di assenza dal 15 febbraio, quando si infortunò contro la Roma. È subito leadership, è subito comando della linea arretrata, è subito quella sicurezza che mancava disperatamente.
Il peso della sua mancanza si era materializzato nelle settimane precedenti. Alessandro Buongiorno, in un reparto senza il suo leader naturale, aveva perso certezze e lucidità. Sam Beukema non ha mai davvero convinto, mostrando un rendimento altalenante. L’intero pacchetto difensivo aveva oscillato, accusando colpi e crepe che non erano state della migliore versione azzurra.
Buongiorno e la difesa del Napoli ritrovata con il kosovaro
Cosa cambia con il ritorno di Rrahmani? La difesa acquisisce un’impalcatura tattica e psicologica che assicura continuità. Buongiorno torna a giocare come nella scorsa stagione, quando il Napoli aveva conquistato lo scudetto. Olivera a destra trova una guida solida che lo libera dai dubbi e anche Beukema accusa meno fatica. L’intera linea arretrata si ricompone attorno a una figura che non è solo un centrale, ma un organizzatore di tutto il reparto.
Il clean sheet contro la Cremonese e il pareggio senza reti a Como non sono episodi casuali. Sono il segnale tangibile di come Rrahmani modifichi l’assetto dell’intero pacchetto arretrato nei piani e nelle idee di Conte.Il contratto in scadenza nel 2027 verrà prolungato di due anni. La decisione del Napoli è già stata presa, perché se è vero che quest’estate il club partenopeo dovrà provare a ringiovanire la rosa, è altrettanto chiaro che questo processo non toccherà un perno inamovibile come il kosovaro.
